Negli scorsi giorni sono giunte richieste di pagamento alle numerose associazioni che hanno utilizzato negli scorsi anni i locali di via Petrarca, via Avanzi, via Fornace e via Bramante. La giunta a metà maggio ha infatti deciso di far pagare una tariffa oraria per l'uso delle sale. Carlo Scaramuzzino (Sel): "La richiesta suona tanto più anomala se vista alla luce della situazione attuale, con la mancanza di spazi aggregativi pubblici" Dopo la Leopolda e la Cittadella, il comune di Pisa continua a "far cassa" dall'associazionismo. Il mese scorso, a metà maggio, la giunta ha infatti approvato una delibera che fissa le tariffe per l'uso di immobili comunali o gestiti dalle ex circoscrizioni, utilizzati per scopi sociali e associativi. I primi risultati del provvedimento si sono fatti sentire negli scorsi giorni, quando sono giunte le richieste di pagamento da parte della direzione Patrimonio del Comune di Pisa alle associazioni che hanno utilizzato, dal settembre 2010 ad aprile 2012 i locali di via Petrarca, nel quartiere di Pratale, e di via Avanzi, in San Michele. Si tratta di cifre che vanno dalle poche decine di euro al migliaio abbondante e che potrebbero pesare in vario modo sui bilanci dei gruppi che hanno utilizzato i locali. Anche le ore di utilizzo sono diversificate, si passa cioé da associazioni che hanno usato sporadicamente le sale riunioni ad altre che le utilizzano abitualmente. La delibera contempla quattro immobili, quelli in Largo Petrarca, via Avanzi, via Bramante e via della Fornace, e rimanda esplicitamente al fatto che "vengono utilizzati da un gran numero di associazioni, che in quei locali riescono a svolgere la loro attività e a creare centri di aggregazione e socializzazione per gli abitanti del quartiere di riferimento". "Si è reso necessario stabilire il canone concessorio dovuto dalle associazioni", si aggiunge però. La direzione patrimonio ha stabilito quindi le tariffe, che sono state approvate dalla giunta a metà maggio. La tariffa intera va da un minino di 8 euro fino a un massimo di 10 euro, mentre la tariffa ridotta prevede tra le 4 e le 5 euro, comprensive delle utenze; in ogni caso, le tariffe sono state calcolate favorendo una diminuzione del costo orario in funzione del maggiore uso dei locali. Cifre sostenibili e in alcuni casi contenute, ma che per qualcuno rappresentano una forzatura rispetto alla possibilità di utilizzare gratuitamente locali pubblici, a volte solo per qualche ora per riunirsi. La pensa così il capogruppo di Sel Carlo Scaramuzzino, che ha sollevato la questione in consiglio comunale lo scorso giovedì durante una comunicazione. "Ci chiediamo - ha detto il consigliere - quale sia l'urgenza di chiedere l'affitto su questi spazi. La richiesta suona tanto più anomala se vista alla luce della situazione attuale, con la mancanza di spazi aggregativi pubblici. Chiediamo al sindaco di fare chiarezza sul principio adottato in questa delibera". Le richieste di pagamento giunte alle associazioni - nei casi di via Petrarca e via Avanzi sono circa una ventina - sono pregresse e vanno dal settembre 2010 al mese di aprile 2012. Fra i gruppi compaiono associazioni come l'Aopi (Associazione Oncologica Pisana "P.Trivella"), Circolo 7001, che dovranno pagare oltre 1.000 euro, o l'associazione Arcadia, i pittori, la comunità ellenica. E ancora, il Coro Bach, gli Amici del Muretto (associazione di ex operai della Richard Ginori), oppure realtà come quella che anima la Festa delle Piagge, che pure organizza la festa di quartiere per conto del comune. E a vedersi recapitare il "conto" infine, è stato anche il Pd, che dovrà pagare 184 euro per aver svolto dei congressi tra i 2010 e il 2011.