RICCIONE. Le regole nelle spiagge di Riccione sono le stesse di Rimini. «Nella bagarre sulla sanatoria paesaggistica necessaria per i giochi, i piani spiaggia di competenza comunale non sanano nulla, ma disciplinano esclusivamente cosa può esserci sull'arenile - interviene l'assessore al Demanio del Comune di Rimini, Roberto Biagini -, e svolgono funzioni diverse rispetto al Codice Urbani (Decreto legislativo del 2004), che invece sanziona penalmente - e non da ieri mattina come qualcuno si vuole autoconvincere -, chi è sprovvisto di autorizzazione paesaggistica per installare legittimamente proprio quelle strutture che i piani consentono». Una contro-bordata ai colleghi dei comuni limitrofi, «che perorano e garantiscono la regolarità delle situazioni nei loro territori, affermando "noi non siamo come Rimini" (il riferimento è alle dichiarazioni del sindaco Pironi, ndr). Sottolineato invece che non esistono isole felici in quanto a Rimini si "gioca" con le stesse regole con cui si gioca a Riccione, Misano, Cattolica e Bellaria - prosegue Biagini - perché poi l'arbitro è sempre lo stesso: l'autorità giudiziaria. Notiamo infatti e osserviamo che proprio in questi giorni il Codice di procedura penale viene applicato uniformemente e che i sequestri vengono effettuati a Rimini come a Riccione, e non potrebbe essere diversamente». Qualche giorno i verbali per la mancanza dell'autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza sono stati compilati per i bagni 117 e 118. Le sanzioni ammontano a diverse migliaia di euro e c'è anche la segnalazione dell'abuso edilizio alla procura. Per i prossimi giorni sono stati annunciati altri controlli in bagni estratti a sorte a inizio stagione. Lo stesso Biagini evidenzia comunque come il demanio marittimo è una materia già di per sè farraginosa e complicata, «dove politica e interessi corporativi sono stati "in sonno" per troppi anni e, oggi, sono stati bruscamente risvegliati dall'incubo Bolkestein e di conseguenza le istituzioni hanno l'obbligo di governare tale fenomeno arrivare per meglio preparati alla scadenza del 1 gennaio 2016. Noi lo stiamo facendo, con l'innovazione, con il lavoro sinergico tra istituzioni, imprenditori lungimiranti e decisi a mettersi in gioco, con le associazioni e con l'obiettivo del massimo rispetto delle regole».