UN APPELLO perché l'antico e prestigioso Museo Geologico Italiano non sia smembrato e tolto dalla sua sede storica è stato lanciato dalla sezione romana di ItaliaNostra, che ha anche chiesto un intervento in merito alla Presidenza della Repubblica. Il Museo, voluto da Quintino Sella, è dal 1873 collocato nel palazzo di Largo Santa Susanna costruito ad hoc dall'architetto Raffaele Canevari che, per ospitare i 170 mila reperti geologici che lo compongono, progettò un palazzo in ghisa, caratterizzato anche da pareti a giorno. Italia Nostra denuncia che ora il palazzo, di cui era stato iniziato il restauro, sta per essere messo all'asta, grazie alla liberatoria dai vincoli che proteggevano sia il palazzo che la collezione: la sorte che attende la sede del Museo sarebbe quella di un centro con negozi, librerie, ristoranti e un grande parcheggio sotterraneo, mentre i reperti verrebbero dispersi in vari musei romani. Il parcheggio inoltre, denunciano a ItaliaNostra, finirebbe proprio a ridosso delle Mura Serviane recentemente venute alla luce: un ritrovamento di grande importanza, perché si tratta di un tratto delle Mura più antiche di Roma, quelle fatte costruire ai tempi di Servio Tullio, nel VI secolo a.C. ItaliaNostra ha avviato negli ultimi mesi una campagna di sensibilizzazione del mondo della cultura e della scienza sulla sorte del Museo Geologico. In particolare ha dato il via a una raccolta di firme contro lo smembramento dei reperti che, come ha dichiarato il presidente del Comitato della Scienza della Terra dell'Unesco, hanno un valore sovranazionale, formando la collezione più importante dell'area del Mediterraneo. L'obiettivo è quello di far si che l'accordo che destinerebbe il Museo ad essere messo all'asta e diventare un centro commerciale e che dovrebbe essere firmato dal Comune di Roma, dalla Regione Lazio e dal Ministero dell'Economia e Finanze venga stoppato.