Il soprintendente: "Dovevo occuparmi del patrimonio, non del matrimonio" CONCHITA SANNINO PIÙ amareggiato che ironico, Umberto Bile, il soprintendente da poco nominato custode giudiziario del complesso seicentesco, ricorre a una battuta, ma l'imbarazzo resta palpabile. Disagio ormai pubblico, ora che è nota la vicenda del ricevimento di nozze eccellenti che si svolgerà domani, dopo il rito nell'omonima chiesa, nel famoso Chiostro degli Aranci dei Girolamini, il complesso dove affaccia la Biblioteca saccheggiata e tuttora sotto sequestro. A impegnare l'ufficio, ormai da settimane, sono infatti le nozze di Stanislao Lanzotti, consigliere comunale Pdl, nonché figlio dell'assessore regionale alla cultura, Caterina Miraglia. Un privilegio concesso a pochi, per il quale solo quattro giorni fa come spiega Bile la famiglia dello sposo ha versato il canone imposto dalla nuova gestione, visto che «evidentemente con i predecessori dell'Ordine dei Filippini c'erano contatti verbali, forse un'offerta a piacere, dettagli che comunque non ci interessano». Un favore che, pur dietro canone, in ogni caso non sarà mai più concesso. Bile tiene a sottolinearlo: «Poiché come ministero siamo subentrati solo dopo le indagini e poiché io non ritengo compatibile una cerimonia di festa con la tutela che si deve a questo bene, voglio precisare che non saranno assolutamente più permessi questi usi». Resta da capire perché, dunque, ciò che non è possibile per privati cittadini sia agevolmente consentito a chi ha responsabilità istituzionali, peraltro per beffa del caso nel settore della promozione dei beni culturali. Scusi, dottor Bile, le sembrerà banale: ma allora perché non ha detto "no"? Il soprintendente appare molto seccato, sospira e spiega. «Ricapitoliamo. Come custodi del complesso, per disposizione del ministro Ornaghi, noi siamo subentrati solo dopo la prima decade di giugno, e io sono incaricato del complesso dei Girolamini al posto del conservatore che c'era prima, don Marsano. Ero appena insediato, quando mi arrivano le telefonate degli sposi. Mi avvertono che loro hanno comunque "prenotato" il Chiostro grande, che ormai manca poco. Casco dalle nuvole. Comincio a scrivere a tutti, in primis al ministero, ma non ottengo risposte scritte. Intanto chiedo agli stessi sposi se ci fosse un accordo scritto. Niente. Tutto a voce avevano fatto ». Ne ha parlato anche con la Procura, visto che il Chiostro costeggia anche i locali sotto sequestro della Biblioteca? «Certo. Ma poiché non c'erano punti di tangenza con i locali oggetti di inchiesta, allora la Procura non è competente. A Roma scrivo che non ci sono impedimenti restrittivi di natura giudiziaria ma che, per me, la cosa resta inopportuna. Tra l'altro, il Chiostro è diventato ufficialmente Giardino Monumentale e quindi è soggetto a particolari norme per la tutela». E poiché la burocrazia non si pronunciava né per il sì né per il no, lei come ha regolato la vicenda? «Ho applicato le norme in uso per alcuni speciali casi di accoglienza di eventi, ho fatto una media delle voci, compresa l'assicurazione, ho ricordato loro che se volevano farlo dovevano versare un canone». Che è stato versato: quanto tempo fa? «Il 27 giugno. Duemila euro. Ripeto: un conto è un accordo verbale con un prete, su un'offerta, come nella piena legittimità dei religiosi. Altro è il rapporto con il ministero». Ultimissime indiscrezioni raccontavano anche di confronti a muso duro tra voi e gli sposi, minacce di denunce e querele. «In effetti, non si capisce più nulla, d'un tratto ci hanno anche detto che sarebbero intervenuti gli avvocati, mah». Resta il fatto che al di là della felicità che va sempre augurata agli sposi è triste questa paginetta di favori e politica locale. «No comment. L'opportunità non si impone per legge. Nel mio ruolo istituzionale posso solo dire che il Chiostro non ospiterà altri matrimoni».
NAPOLI Girolamini, le nozze della piccola casta
Il soprintendente del complesso seicentesco dei Girolamini, Umberto Bile, ha ricevuto la notizia che le nozze di Stanislao Lanzotti, consigliere comunale Pdl, e di Caterina Miraglia, assessore regionale alla cultura, si svolgeranno domani nel Chiostro degli Aranci. Bile ha affermato che il Chiostro non potrà ospitare altri matrimoni, a causa della sua tutela. Ha spiegato che la famiglia dello sposo ha versato il canone richiesto, ma che non è stato possibile regolare la vicenda con un accordo verbale. Ha anche affermato che il Chiostro è stato oggetto di indagini e che non è compatibile con la tutela del bene culturale.
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