Ricorso di residenti della zona e Wwf. Il Tar "Non si tratta di un recupero ma di un nuovo edificio" Un albergo a cinque stelle sopra il Covo di Nord Est e una palazzina nel promontorio da favola di Punta Morena: braccio di ferro tra ambiente e business La calda estate del cemento Vip Santa Margherita e Alassio, fanno discutere due progetti "per milionari" IL CEMENTO, sotto forma di due progetti destinati a pochi fortunati milionari, infiamma l'estate sulle due riviere. A Levante, nel cuore del Tigullio, l'imprenditore Stefano Rosina spiega a Repubblica la filosofia che lo ha spinto a presentare un progetto di trasformazione del mitico Covo di Nord Est in un albergo. Un'idea già bocciata dal sindaco di Santa Margherita. A ponente, invece, il Tar ha annullato l'autorizzazione rilasciata dal Comune di Alassio ad una società, controllata da Mediobanca, che vuole realizzare una palazzina per vip nel promontorio da favola di Punta Murena. Progetto dell'ex sindaco architetto Marco Melgrati. Il Wwf, con l'avvocato Daniele Granara, aveva presentato un ricorso per violazioni paesaggistiche. IL TAR boccia, per violazioni paesaggistiche, la palazzina per super-ricchi progettata ad Alassio dall'architetto ed ex sindaco Pdl Marco Melgrati. La ristrutturazione di Punta Murena, uno dei luoghi più belli ed esclusivi d'Italia, deve quindi attendere. I giudici del Tribunale Amministrativo, l'altro ieri, hanno infatti annullato «il provvedimento del comune di Alassio del 16 giugno 2011 di conclusione del procedimento di approvazione del progetto di Puo (Piano Urbanistico Operativo) di iniziativa privata "Punta Murena Villa Brunati e suo giardino", presentato dalla società Aida srl». A convincere il Tar, uno dei motivi proposti dall'avvocato Daniele Granara in un ricorso che, pure, aveva irritato il Tar per la sua lunghezza «smisurata, 82 pagine, che viola il dovere di sinteticità». Il ricorso era stato presentato da un centinaio di alassini e dal Wwf. I giudici non hanno ritenuto titolati gli abitanti mentre hanno riconosciuto al Wwf di essere portatore di interessi comuni come l'ambiente e il paesaggio, in ipotesi messi a rischio dall'intervento. L'operazione Punta Murena, come spesso accade in Liguria, è stata resa possibile da uno dei tanti condoni. In questo caso, quello che "perdonava" la realizzazione di alcuni bungalows costruiti decenni orsono nella piccola penisola poco fuori Alassio. Del luogo incantevole, e del possibile guadagno altrettanto grazioso, si era innamorato, una decina di anni fa, l'allora potentissimo immobiliarista Luigi Zunino, prima che la sua società Risanamento andasse in crisi. La sua società, Aida oggi controllata da Mediobanca , che ha presentato il progetto, ha come ammini-stratore un fedelissimo di Zunino, Carlo Manuel Bonzano che è anche presente in una società collegata, la Punta Murena 2012, che fa invece capo ad uno dei commercialisti più importanti di Milano, Ugo Rock. Secondo il progetto firmato con il collega milanese Marco Maria Sagnelli anche dall'architetto Marco Melgrati (in consiglio comunale vi furono polemiche per l'incarico professionale assunto quando sarebbe stato ancora primo cittadino), oggi consigliere regionale Pdl e fino a due anni fa sindaco di Alassio, al posto dei bungalows dovrebbe sorgere un'unica palazzina con otto appartamenti per milionari. Il Tar ha respinto le osservazioni di natura urbanistica ma ha annullato anche l'autorizzazione paesaggistica del Comune per «violazione della disciplina paesistica ». Perché la «realizzazione del nuovo edificio su diverso sedime, integrando una vera e propria ristrutturazione urbanistica, non si configura affatto come un intervento "episodico". ... preordinato al recupero di "singole" situazioni di degrado... ma integra la costruzione di un nuovo edificio, chiaramente vietata dalla disposizione di cui all'articolo 48 comma 4 delle Norme tecniche di attuazione del Piano territoriale di coordinamento paesistico». Il Tar "bacchetta" inoltre la Regione perché, all'origine dell'illegittimità del Puo («certificato sulla base di un presupposto pacificamente errato»), ci sarebbe proprio un parere regionale dell'urbanistica regionale che, secondo il Tar «avrebbe erroneamente» individuato la disciplina paesistica da seguire rifacendosi all'articolo 43 (insediamenti diffusi) delle Nta invece che al 48 (insediamenti sparsi), molto più restrittivo. Ora è probabile un ricorso al Consiglio di Stato della società, mentre non è chiaro cosa intenda fare il Comune di Alassio.