«Lasciatemi difendere un sogno, che è già progetto...». Le parole non sono esattamente queste che ho virgolettato soltanto per esigenze di sintesi e di chiarezza: rna il senso dell'intervista che ho fatto all'Assessore al Patrimonio, Claudio Minelli, nel suo Ufficio al Lungotevere dei Cenci, mi sembra proprio quello del sogno che «è già progetto». E si tratta del nuovo Polo Museale romano dell'estensione di 45mila mq. Che si svilupperà - inserendosi nello straordinario, originario Museo all'aperto di Roma, costituito dal Colosseo, dal Foro Romano, dal Palatino e dal Circo Massimo - liberando, per cominciare, dagli uffici capitolini il palazzone di via dei Cerchi. In questo edificio che, riconosce l'Assessore, non ha particolari pregi architettonici (fu costruito agli inizi del secolo scorso per essere adibito a pastifìcio della Pantanella e fu poi per breve tempo Museo a partire dal 1927 ), saranno trasferite le 59 sezioni del Museo della Civiltà Roma dell'Eur e forse se tutto va bene, anche la Collezione Torlonia - marmi antichi e reperti archeologici appartenenti ancora alla famiglia aristocratica romana - che è ritenuta la seconda per ordine d'importanza dopo quella dei Musei Vaticani. «E poi c'è Villa Rivaldi...», dice l'Assessore, e si riferisce ora a quel complesso architettonico suggestivo e misterioso, che fronteggia la Basilica dei SS. Cosma e Damiano, in via dei Fori Imperiali, e che pochissimi romani conoscono («Un muraglione a nicchie - recita la guida del Touring - sostiene la parte superstite del terrapieno di Villa Rivaldi, sorta nel secolo XVI). «Su Villa Rivaldi - interloquisco io - è d'accordo anche "Italia Nostra", che richiede da anni una sua utilizzazione museale». «Sostanzialmente - azzarda l'Assessore - io sto attuando i desideri che furono di Antonio Cederna...». «Farà saltare sulla sedia i suoi discepoli, i colleghi di tante battaglie di Cederna per la salvezza di Roma...», osservo non senza malizia. Ma subito completo la battuta con un riconoscimento dovuto: «Certamente, Antonio Cederna voleva eliminare via dei Fori Imperiali, uno sventramento mussoliniano, e fare dell'intera zona un parco archeologico, ed è quello che le amministrazioni di sinistra hanno cominciato a realizzare sia pure compatibilmente con i problemi della mobilità nel cuore di Roma...». «Guardi...- si entusiasma l'Assessore, cominciando a tracciare disegni su un foglio - guardi... Da qui a qui a qui... ci sarebbero soltanto percorsi pedonali... Era o no, il sogno di Cederna?». «Ma Cederna - obietto - condusse anche una battaglia per reclamare, già quindici anni fa, il restauro del Museo Geologico di Largo Santa Susanna...». «Ma il Museo e l'Istituto Geologico non esistono più da anni!». «Perché i restauri, per i quali erano già stati stanziati i fondi, credo sotto il governo Dini, non sono cominciati che nel 2001: e sono andati avanti lentissimi, per bloccarsi poi dopo la scoperta di un tratto delle mura di ServioTullio... E anche perché l'impresa che li faceva aveva già, nel luglio del 2003, un credito di tre miliardi di vecchie lire verso l'Agenzia del Demanio». « lo - replica Minelli - parto dall'oggi e da qui. Cosa c'è oggi? Un cantiere bloccato, un edificio di gran pregio impacchettato nei tubi Innocenti... Né studiosi né cittadini romani né turisti vi possono avere accesso. A questo punto io non credo che noi "sacrifichiamo", come lei ha scritto, l'edifìcio del Canevari: l'edificio è vincolato dal 1991, le mura di Servio Tullio dal 2004, e nessuno, ripeto "nessuno", potrebbe violare questi vincoli senza compiere un reato, io ho fiducia nelle Soprintendenze, e anche nella tutela che i cittadini stessi fanno del patrimonio prezioso di Roma...». « Ma - obietto - la famosa delibera prevedere spazi commerciali multimediali, ristorazione, parcheggi...». «Perché, nei musei più moderni ed attrezzati non ci sono le caffetterie, o anche ristoranti di lusso come al Louvre? E non c'è il bookshop, per libri d'arte, poster e via dicendo?». «Si, ma qui il Museo non ci sarebbe più...! A meno che non ci riportiate dentro le collezioni di marmi italiani, e quelle dei fossili...». «Ci sono le mura di Servio Tullio, che sarà cura della Soprintendenza provvedere a scavare, e poi a tutelare... Al mio Assessorato competeva soltanto di dare il via al cambio della destinazione d'uso... Poi, per i contenuti culturali, ci sarà una Commissione ad altissimo livello a decidere... E vorrei dirle anche questo: non è soltanto per ragioni finanziarie - per finanziare cioè, attraverso le valorizzazione di certi edifici, come il Poligrafico e il Geologico, la nascita del "Campidoglio Due" - che io difendo il complesso di questa operazione... Che. insisto, è culturalmente nobile. L'ex Geologico - e, ripeto, non era già più e da anni né Museo né Istituto Scientifico - potrà diventare un luogo di aggregazione culturale: una libreria con una caffetteria nella quale i romani e i turisti, e non soltanto i giovani e giovanissimi, potranno incontrarsi e parlare di libri, e magari comprarli... Che c'è di male poi se ì giovani ascolteranno la loro musica in cuffia, come già succede anche alle librerie Feltrinelli?».
Minelli: E nei Geologico caffetterie e librerie Nel nuovo polo museale anche la collezione Torlonia
L'Assessore al Patrimonio di Roma, Claudio Minelli, ha parlato di un nuovo Polo Museale romano che si svilupperà con un'estensione di 45mila mq. Il progetto prevede la liberazione degli uffici capitolini e la trasferenza delle 59 sezioni del Museo della Civiltà Roma dell'Eur e forse anche la Collezione Torlonia. Minelli ha anche parlato di Villa Rivaldi, un complesso architettonico che fronteggia la Basilica dei SS. Cosma e Damiano, e che potrebbe essere utilizzato come parco archeologico.
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