«NON voglio costruire case, ma turismo». Con queste parole Stefano Rosina, imprenditore e gestore da quattro anni dello storico Covo di Nord Est, commenta le notizie che riguardano il nuovo progetto presentato al comune di Santa Margherita che prevede un ampliamento volumetrico dell'esistente per quello che è stato definito il nuovo albergo di super lusso di Punta Pedale: «Non vorrei esser messo a confronto con altre operazioni immobiliari in questa zona continua Rosina non sono partito dall'idea di un nuovo albergo, ho pensato ad un investimento per valorizzare il territorio del Tigullio, che riguardasse l'industria del divertimento in grado di sviluppare un turismo eccellente, di altissima gamma. Sarebbe il primo 5 stelle di lusso a Santa Margherita e Portofino, con una ventina di suite, capace di attirare in zona personalità come quelle dei mitici Cinquanta e Sessanta. Vorrei che non si parlasse più di vecchi tempi gloriosi, che si pensasse al futuro ». Com'è nata l'idea del progetto? «Il tutto è partito circa un anno e mezzo fa da alcune sollecitazioni da parte del Comune e dell'Ente Parco, per non utilizzare nel Covo strutture temporanee, esteticamente sgradevoli, e presentare un progetto di riqualificazione dell'esistente, con l'obiettivo di sfruttarlo pienamente, e per coprire al meglio le sue funzioni. Inizialmente il Covo era stato realizzato dal Barone Franchetti per diventare una casa teatro. La costruzione fu interrotta dopo la sua improvvisa scomparsa, in realtà la struttura doveva esser completata con altri tre piani, infatti oggi ha un aspetto mozzato. Noi abbiamo pensato nel progetto solo a due nuovi piani, poco impattanti». Ancora il tema dell'impatto ambientale al centro del futuro di Santa. Prima il nuovo porto, adesso un nuovo albergo. Si aspetta battaglia? «Più che ad un albergo, lo ripeto, ho pensato di completare l'attività di divertimento del Covo. Non sono partito da una speculazione edilizia, ho pensato di investire sul turismo del futuro, che non si basa più sui lunghi periodi della vacanza nelle seconde case, ma su turisti che fanno tappe brevi, veloci, che cercano solo servizi eccellenti. Ho limitato al massimo l'aumento di volumetria. Abbiamo fatto le modifiche necessarie per essere in linea con le richieste formulate dalla Regione, per la struttura e l'impatto ambientale, e la soprintendenza, per i materiali». Però non sembrano tutti d'accordo. «Il nuovo progetto è in Comune, e lo hanno visionato solo i dirigenti, e gli uffici tecnici, che hanno dato una indicazione positiva, invece i politici parlano, senza però aver visto». Ogni volta che si parla di investimenti a Santa si pensa a Gabriele Volpi. Anche nel suo caso? «Tra acquisto e riqualificazione, è un progetto da 21milioni di euro, presentato dall'architetto Domenico Podestà, senza Volpi, e senza la famiglia Ciurlo, che oggi ha la proprietà del Covo. C'è però l'interesse di un altro importante imprenditore, ma per adesso non posso ancora parlare».
LIGURIA - Rosina: "Non voglio costruire case, ma turismo: venti suite per tornare ai fasti degli anni 60"
Stefano Rosina, imprenditore e gestore del Covo di Nord Est, ha presentato un progetto per un nuovo albergo di lusso a Santa Margherita, che prevede un ampliamento volumetrico dell'esistente. Rosina non ha costruito case, ma vuole valorizzare il territorio del Tigullio con un investimento per il turismo. Il progetto è stato presentato al comune e ha ricevuto una indicazione positiva dagli uffici tecnici, ma i politici non sembrano essere d'accordo. Il progetto è valutato a 21 milioni di euro e prevede la costruzione di una ventina di suite. Rosina ha pensato solo a due nuovi piani, poco impattanti, e ha limitato l'aumento di volumetria.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo