L' A M B I E N T E della Liguria (ambiente in senso lato, cioè la natura, il paesaggio, le costruzioni) ha i suoi nemici, che non si stancano mai. Ma ha anche i suoi difensori. Uno di questi, Giorgio Rossini, lascia la sovrintendenza, avendo concluso il suo settennato, e va in pensione. Anche lui, come i predecessori, ha dovuto combattere tante battaglie. Le zone a rischio sono molte: è sempre a rischio, in realtà, tutta la regione, da Portofino e Santa Margherita fino alle Cinque Terre, e sull' altro versante da Genova a Ventimiglia. Rossini ha gestito una difesa intelligente. Sarebbe sbagliato dire sempre di no, per tante ragioni: la vita continua, non è giusto cristallizzarla, sarebbe anche impossibile. Ma il permesso di cambiare e di costruire deve essere concesso con prudenza, e col senso della misura: Rossini può dire di averlo fatto. Adesso tutto è fermo: c' è la crisi, la recessione. Ma prima o dopo si ripartirà, e verranno nuovo assalti, anche perchéi costruttori avranno un' arma in più: la necessità di dare lavoro, di rimettere in moto l' economia regionale. Il nuovo sovrintendente avrà il suo da fare. Noi che lavoriamo nei giornali lo seguiremo, se sarà il caso gli daremo una mano. A Rossini un saluto, un ringraziamento e tanti auguri.
LIGURIA - Il difensore dell' ambiente
L'ambiente della Liguria ha avuto un nuovo sovrintendente, Giorgio Rossini, che ha lasciato la sovrintendenza dopo 10 anni. Rossini ha gestito una difesa intelligente delle zone a rischio, come Portofino, Santa Margherita e le Cinque Terre, e Genova e Ventimiglia. La sua parting shot è stata una critica alla necessità di cambiare e costruire con prudenza e senso della misura. Adesso che c'è la crisi, la recessione, il nuovo sovrintendente avrà il suo da fare. Rossini è stato salutato e ringraziato, e augurato buona fortuna. Il suo successore sarà tenuto sotto controllo.
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