E' una delle biblioteche universitarie più blasonate d'Italia dove sono custoditi i libri sui quali studiò Galileo Galilei. Seicentomila volumi, molti dei quali rarissimi, conservati (elemento giudicato dagli esperti essenziale) nel palazzo della Sapienza, il nucleo antico dell'Università di Pisa, che oggi ospita la facoltà di Giurisprudenza. Oggi questo monumento alla cultura è in pericolo. Il già instabile edificio che ospita la Biblioteca è stato lesionato dall'ultimo terremoto che ha avuto epicentro nell'Emilia, ma si è fatto sentire anche in Toscana. E il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, ha firmato un'ordinanza di chiusura. Per difendere la Biblioteca e preservarla da smembramenti, è stata presentata un'interpellanza parlamentare e si sono pronunciati molti intellettuali, primo tra tutti Salvatore Settis, ex direttore della Scuola Normale Superiore. Adesso, in attesa di restauro, il rettore dell'Università di Pisa, Massimo Augello (con il sì del Senato accademico), ha proposto di trasferire i libri. Un'ipotesi ritenuta da alcuni indispensabile per far partire i lavori di accertamento dei danni e da altri ad altissimo rischio per i libri stessi Tra questi ultimi c'è anche lo storico della cultura Adriano Prosperi che, in qualità di presidente dell'Associazione degli amici della Biblioteca universitaria di Pisa, ha presentato una lettera-esposto al ministero. Secondo i firmatari dell'esposto, il massiccio spostamento dei libri non appare necessario e soprattutto arrecherebbe danno irreparabile a «una collezione ricca di testi di inestimabile valore e di grande appetibilità nel mercato del collezionismo antiquario». Inoltre sarebbe in contrasto con esperienze di rinomate biblioteche internazionali mgasperetti corriere.it Lo storico Adriano Prosperi