Più di sette milioni di euro per riportare all'antico splendore monumenti come il convento delle Clarisse di Copertino o la cattedrale di Sant'Agata di Gallipoli. Splendide testimonianze di quello che qualcuno ha battezzato come il barocco minore, per distinguerlo da quello - più prestigioso - del capoluogo salentino. Insomma, se finora -grazie alla legge Poli Bortone - il Comune di Lecce ha potuto usufruire di finanziamenti importanti, adesso - grazie all'attuazione della legge della senatrice Maria Rosalia Manieri - i benefici sul barocco sono stati stati estesi anche alle città di Gallipoli, Galatina, Nardo, Copertino, Casarano e Maglie. Questa mattina a Roma verrà sottoscritto il protocollo d'intesa tra la Provincia di Lecce e l'Arcus, società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo. Dando di fatto via alla cantierizzazione che riguarderà tredici piccoli gioielli del barocco salentino per un importo complessivo di 7 milioni e 740mila euro. Gli interventi sono stati già individuati da Palazzo dei Celestini, in una delibera di giunta dello scorso maggio. All'incontro di oggi, vista l'importanza dell'evento - è la prima volta che la legge trova applicazione - parteciperanno il ministro per i Beni e le attività culturali Giuliano Urbani, il presidente di Arcus Mario Ciaccia, il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia Gian Marco Jacobitti, il presidente della Provincia Giovanni Pellegrino, l'assessore al Territorio e all'ambiente della Provincia Maria Rosalia Manieri e Sandra Antonica, assessore alle Politiche Culturali della Provincia. «Lo spirito del mio disegno di legge presentato nel 1995 -spiega la senatrice Maniera era quello di integrare la legge Poli Bortone, che prevedeva interventi di rivalutazione solo per la città capoluogo. Nella mia relazione, invece, io sostenevo che il barocco, anche se ha la sua massima espressione nel Comune capoluogo, è tuttavia è un fenomeno culturale e artistico identitario dell'intero Salento: basta guardare alle tante chiese e, più in generale, ai centri storici della nostra provincia. Tant'è vero i maggiori artigiani e artisti che hanno costruito molti dei monumenti barocchi anche di Lecce città avevano le loro scuole nella provincia: cito, per tutti, i Tarantino di Nardo. Dopo un iter lungo quasi dieci anni, finalmente siamo arrivati a firmare l'intesa tra la Provincia e l'Arcus per la gestione , della fase esecutiva». La lunga storia ha inizio il 3 ottobre 1995 quando la senatrice Manieri presenta il disegno di legge sui "Provvedimenti urgenti per il recupero e la tutela del patrimonio artistico barocco della città di Lecce e Provincia", affidando alla Provincia, d'intesa con la Soprintendenza, l'individuazione degli interventi. Il 28 febbraio 2001 il Senato approva in via definitiva la legge sul Barocco della città capoluogo e contestualmente approva il disegno di legge Manieri, che però non riesce ad essere approvato dalla Camera per la scadenza naturale della legislatura. Il 16 ottobre 2003 il presidente della Commissione cultura, relatore del disegno di legge che istituisce l'Arcus, presenta l'emendamento che recepisce il contenuto del disegno di legge della Manieri.
Roma riconosce il "barocco minore"
La Provincia di Lecce e l'Arcus, società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per la gestione della fase esecutiva dei finanziamenti per il recupero e la tutela del patrimonio artistico barocco della provincia. Il progetto prevede interventi per 7 milioni e 740mila euro su 13 monumenti barocchi, tra cui il convento delle Clarisse di Copertino e la cattedrale di Sant'Agata di Gallipoli. La legge, presentata dalla senatrice Maria Rosalia Manieri, estende i benefici del barocco anche alle città di Gallipoli, Galatina, Nardo, Copertino, Casarano e Maglie.
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