Tutto in una notte. Il vandalo che il 13 giugno scorso ha danneggiato le vetrine dei negozi nel Quadrilatero della moda, ha colpito anche il Museo del Novecento in piazza Duomo. Otto vetrate sfregiate la stessa notte con un grosso punteruolo così da lasciare un segno indelebile del proprio passa o. «I danni sono ingenti», commenta la direttrice Marina Pugliese, che ha sporto denuncia in questi giorni e consegnato alla polizia le immagini delle telecamere di sicurezza. Sembra che la persona sia la stessa: giovane, alto, magro. Manca solo il nome, anche se per ora c'è il nome d'arte, Bleats. A scoprire chi si nasconde dietro il verso della pecora (in inglese vuol dire "bela"), è stata l'Associazione nazionale antigraffiti, composta da residenti dei comitati di quartiere. Facendo un'accurata ricerca su Internet hanno ricostruito un profilo dell'autore e le "imprese" degli ultimi anni. Sarebbe un writer francese, forse di Lione, secondo quanto riportato su "maquis-art.com", una sorta di Bibbia dei graffitari d'Oltralpe. Bleats fa parte di una crew (un gruppo) che si chiama Fac, acronimo che sta per "Faise attention connards" (fate attenzione teste di c...) o anche "fuck all cops". Il suo nome è inoltre legato ad altri writer come Riase e alla Ocr Crew, tutte parole comparse sulle vetrine milanesi. In particolare sulle 31 vetrate dei negozi tra via della Spiga e via Sant'Andrea, dove i proprietari delle griffe hanno stimato un danno di oltre 400mi1a euro. Ogni vetro pesa 600 chili, non è riparabile ed è necessaria la sostituzione. La colpa è delle incisioni, tecnica insolita per i writer, ma non per il campione francese, che negli anni ha deliziato Milano con altri raid in varie parti della città. La prima segnalazione risale al giugno 2009, quando ha colpito in viale Abruzzi segnando centraline telefoniche, cestini, chioschi, muri, e tutto ciò che poteva ricoprire. Ha fatto ritorno a fine febbraio 2011 in zona Corso Porta Romana, dove ha danneggiato le facciate di molti palazzi con una tecnica molto invasiva considerata da writer esperto. Il sistema era quello della vernice a spruzzo, che attraverso una sorta di estintore permette di schizzare-scrivere anche sopra i tre metri, superando così il limite d'altezza per molte imprese di rimozione scritte. Il sistema ha un'altra controindicazione: essendo molto liquido il colore, una volta colpita la facciata inizia a colare lasciando segni su tutta la parete. In quell'occasione accanto al suo nome era comparso anche quello di Riase, forse alter ego di un writer locale che ospita lo straniero ogni volta che passa in città. Gli investigatori ritengono infatti che Bleats sia in contatto con l'area dei centri sociali milanesi, con i quali avrebbe un filo diretto peri suoi raid. Le indagini intanto proseguono senza sosta. La speranza di molti è di poter catturare l'autore e imputargli i danneggiamenti nel proprio Paese. In Francia per i writer sono previste multe superiori ai 35mila euro e anche l'arresto. Qui se la caverebbe con una tirata d'orecchie. Il risarcimento per i negozianti? Considerando che in genere i graffitari risultano nullatenenti, resta un sogno.
MILANO - II vandalo delle vetrine riga il Museo del Novecento. Caccia a un writer francese, lo stesso che ha rovinato i negozi del Quadrilatero
Un vandalo, noto come Bleats, ha danneggiato le vetrine dei negozi nel Quadrilatero della moda e il Museo del Novecento a Milano il 13 giugno scorso. I danni sono ingenti, con 8 vetrate sfregiate con un grosso punteruolo. La persona è descritta come giovane, alto e magro, ma non è ancora stata identificata. L'Associazione nazionale antigraffiti ha iniziato a indagare e ha scoperto che Bleats fa parte di una crew di writer francese, noti come Fac, che si chiama "Faise attention connards" o "fuck all cops". I writer hanno un profilo di attività in Italia, compresa una serie di raid a Milano nel 2009 e 2011.
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