Le associazioni impegnate nel recupero del sito lanciano un appello al sindaco e alle Belle arti per trovare una soluzione concordata con i privati Le scosse di terremoto amplificate dal degrado cronico hanno provocato dei crolli in serie nel complesso rurale che fa da cornice architettonica al castello di Padernello Gli effetti delle recenti scosse di terremoto «amplificate» dall'irreversibile stato di degrado hanno sbriciolato un'ampia parte del tetto della cascina Bassa, a Padernello. Anticipato dalla caduta di tegole, gronde e calcinacci dopo il primo terremoto, il crollo più consistente si è registrato in seguito al secondo «scrollone» tellurico. Lo spazio attorno all'immobile rurale è stato transennato e messo in sicurezza, ma l'immagine del cascinale ridotto a un rudere contrasta con la suggestiva atmosfera dell'antico borgo della frazione di Borgo San Giacomo. Il terremoto non ha fatto del resto che accentuare lo stato di rovina in cui versano le coperture della cascina Bassa, sul fianco est del castello, simile a quello che coinvolge, a nord, di fronte al ponte levatoio, la cascina Grande (il Vaticano). Una situazione nota da tempo che costituisce motivo di preoccupazione per la Fondazione Castello di Padernello e per quanti si sono adoperati per salvare il maniero, dopo il crollo che una decina di anni fa, aveva raso al suolo parte della parete nord, accanto al mastio. Rimesso in condizioni di stabilità ed agibilità, il monumento, eretto dal conte Bernardino Martinengo alla fine del XV secolo, è diventato centro culturale e luogo turistico di attrazione. «Dopo tanti sforzi per salvare il castello, ora potrebbe cadere a pezzi lo scenario che lo circonda» temono i volontari che si sono attivati in difesa della nobile dimora. Padernello, con il maniero, le cascine, la chiesa ma anche le abitazioni dal caratteristico ingresso a bandiera, i boschi e le rogge, costituisce un ambiente unico, rimasto intatto nei secoli, un museo di particolare interesse storico e ambientale, che la Soprintendenza intende salvaguardare mediante l'estensione a tutti gli edifici della frazione dei provvedimenti di tutela adottati per il castello. I vincoli, come quello che frena la trasformazione «residenziale» delle vecchie cascine, sono condivisi da quanti sono impegnati nella promozione del borgo e della sua storia, mentre sono giudicati troppo restrittivi dal consiglio di frazione e dalla Commissione urbanistica di Borgo San Giacomo, per i quali lacci troppo stretti rischiano di essere controproducenti, perché ostacolano proprio la realizzazione di interventi di recupero nelle cascine pericolanti, che poco per volta cadono a pezzi. Le associazioni impegnate nella salvaguardia del sito, hanno sollecitato con una lettera il sindaco di Borgo San Giacomo Giovanni Sora affinché si faccia al più presto promotore di incontri tra Belle arti, Asl, Comune e proprietari, per tentare di definire norme urbanistiche più accessibili e funzionali alla salvaguardia del complesso. Riccardo Caffi