Il caso La sovrintendenza alle prese con il salvataggio dei beni culturali. Più di 1.300 le segnalazioni NEL paese del campanilismo, l'importanza dei campanili, oggetti di identificazione culturale e sociale oltre che religiosa, si scopre anche con il terremoto, dopo che li ha danneggiati quasi tutti, da Crevalcore a Novi di Modena passando per le terre del ferrarese. Sono 147 i campanili "tutelati" pericolanti, che hanno bisogno di essere sistemati e recuperati. Solo uno è stato dichiarato spacciato, quello di Buonacompra, frazione di Cento, ruotato su se stesso dalle scosse, del quale i vigili del fuoco hanno da giorni iniziato la demolizione, segando uno ad uno i mattoni ottocenteschi e portandoli a terra. Per fare il punto con normative poco frequentate, c'è stato un incontro operativo a Villa Pallavicini, presenti la direttrice regionale per i beni culturali Carla Francesco, i soprintendenti Paola Grifoni e Stefano Casciu, oltre a dirigenti della Conferenza episcopale, della Regione e i sindaci dei paesi colpiti. E' stato chiarito che sono i proprietari dei beni a dover «elaborare un progetto per la sicurezza ricorrendo a professionisti abilitati». Il progetto deve essere inviato alla Direzione regionale per l'autorizzazione preventiva e deve essere quindi trasmesso, attraverso il Comune, alla Protezione civile, che ha facoltà di approvare il preventivo di spesa e che provvederà ad erogare un apposito rimborso, solo nel caso in cui il bene «minacci la salvaguardia della pubblica incolumità». Una procedura abbastanza burocratica, nonostante il presidente della Regione Vasco Errani abbia pochi giorni fa, davanti al Papa in visita a Rovereto, affermato che è necessario agire «in sicurezza ma senza burocrazia». La Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna ha anche fatto il punto, al 17 di giugno, sullo stato dell'arte, in senso letterale. Dalle quattro province di Ferrara, Bologna, Modena e Reggio sono giunte (ma il quadro è lungi dall'essere completato) già 1.335 segnalazioni di danni a beni mobili ed immobili, codi sì distinti: 239 immobili pubblici, 382 di proprietà della Chiesa, 90 di privati, oltre a 25 archivi comunali e statali. Venticinque sono gli interventi ritenuti prioritari, 14 dei quali terminati, quattro quinti dei quali riguardanti chiese, come la chiesa di Casumaro o della Natività della Beata Vergine di Vigarano Mainarda o la chiesa della Madonnina di Mirandola, ma per esempio anche la chiesa di San Rocco e la Collegiata di Pieve di Cento e il campanile di Crevalcore. A Pieve hanno salvato tutti i preziosissimi quadri della Collegiata con l'aiuto della Sovrintendenza, e prima di questa operazione erano già 417 le opere custodite in edifici lesionati portate altrove e soprattutto al Palazzo Ducale di Sassuolo per il restauro. (l. s.)
TERREMOTO - Campanili, chiese e musei ecco il censimento dei danni
Il terremoto ha danneggiato quasi tutti i campanili in Emilia-Romagna, con oltre 1.300 segnalazioni di danni a beni culturali. 147 campanili sono stati dichiarati "tutelati" pericolanti e hanno bisogno di essere sistemati e recuperati. La Direzione regionale per i beni culturali ha stabilito che i proprietari dei beni devono elaborare un progetto per la sicurezza con professionisti abilitati e inviarlo alla Direzione regionale per l'autorizzazione preventiva. Il progetto deve essere approvato dalla Protezione civile e il proprietario può richiedere un rimborso per le spese. La Regione ha già ricevuto 1.335 segnalazioni di danni a beni mobili ed immobili, tra cui 25 archivi comunali e statali.
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