In dirittura di arrivo la riforma urbanistica di Formigoni: per i Verdi deregulation e il solito regalo ai Berlusconi L'assoluta "deregulation", una "straordinaria occasione mancata", un invito alla "cementificazione" e un regalo a Berluschino, cioè a Paolo Berlusconi che potrà realizzare in un'area di pregio a Monza ben 60 palazzine. Un'area che invece l'amministrazione ulivista guidata dal sindaco Faglia voleva preservare. E' una bocciatura senza appello quella della Gad nei confronti della riforma urbanistica proposta dalla maggioranza di centrodestra che governa la Lombardia. Una riforma che rappresenta, a giudizio di tutti, il provvedimento più importante di tutta la legislatura, che ha visto impegnato il consiglio regionale per più di un anno e mezzo. Ma per l'opposizione Formigoni c, se riusciranno ad approvare la riforma entro la chiusura della legislatura, cioè il prossimo 16 febbraio, scriveranno una delle pagine peggiori di dieci anni ininterrotti di governo della Regione. Qualche speranza l'opposizione la nutre ancora. Sul tavolo ci sono più di 200 emendamenti e le baruffe che si stanno ancora consumando all'interno della Casa delle libertà per la composizione del listino di Formigoni per le prossime regionali, potrebbe consentire l'approvazione, grazie al voto segreto, di qualche succoso emendamento confezionato dall'opposizione. La legge proposta dal centrodestra prevede la fine dei piani regolatori, considerati troppo rigidi con la loro divisione in zone a seconda dell'uso, e li sostituisce con i più flessibili piani di governo del territorio. Rende anche più semplici e meno burocratiche le procedure per chi deve costruire. Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi riassume in tre parole gli effetti nefasti della riforma: "Cementificazione, cementificazione, cementificazione". E prosegue: "Si abbandona ogni criterio di programmazione e il mandato sul piano si dà non ai Comuni ma alle Giunte. La regola sui sottotetti regala praticamente un piano in più ai costruttori per non parlare dell'articolo 25 che è una norma ad personam per Paolo Berlusconi". L'articolo incriminato dice in sostanza che chi ha un piano regolatore realizzato prima del 1975 non può più fare varianti, ma deve approvare con le nuove regole il piano di governo del territorio. E guarda caso in Lombardia gli unici due comuni ad avere un Prg così datato sono Campione d'Italia e Monza, e proprio a Monza questa norma impedirebbe di approvare una variante che impedisce di costruire in alcune aree esterne alla città, come "nei 600 mila metri quadrati di Cascinazza - sottolinea Monguzzi - dove Paolo Berlusconi ha in progetto 60 palazzine". Per Gianni Confalonieri, capogruppo del Prc in consiglio la legge "è una straordinaria occasione mancata". "C'era bisogno di una legge nuova per una regione in trasformazione come la nostra, ma una legge che salvaguardasse il territorio. Questa fa esattamente l'opposto". Una deregulation, aggiunge lo Sdi e invece, sottolineano gli esponenti della Margherita come del resto tutta l'opposizione, la legge avrebbe dovuto dire no al consumo di nuovo territorio. "C'è pochissimo territorio vergine e dovremmo tutelarlo, anche per i nostri figli", hanno concluso gli esponenti del centrosinistra. 9 febbraio 2005