I dieci anni dell'Unesco Il seminario promosso da Comune e Cui La gestione di tutti i beni sia affidata con urgenza ad un ufficio apposito "La cultura ha bisogno anche di tecnicismi e di soldi". Con questa frase l'architetto Bruno Cosentini, relatore del convegno per la celebrazione del decennale dei Beni Unesco, promosso dal Comune di Ragusa e dal Consorzio universitario e tenutosi ieri mattina a Ragusa nell'aula magna della sede del Consorzio ad Ibla, ha spiegato il nocciolo della questione che riguarda appunto la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni Patrimonio dell'Umanità. "Il riconoscimento riguarda una vasta area, ma il piano di gestione deve essere unico, e se c'è un meccanismo che si inceppa, tutto si blocca - ha detto Cosentini - e purtroppo allo stato attuale non c'è sintonia di intervento tra le otto città del Val Di Noto". Un esempio calzante di questa mancata sintonia è anche la quasi inesistenza di manifestazioni, eventi comuni, unitari, espressioni della bellezza caratteristica delle città del Val Di Noto. L'architetto Cosentini ha sottolineato come la perdita del riconoscimento assegnato nel 2002 al Val Di Noto da parte dell'Organismo internazionale sia una possibilità che Ragusa e le altre sette città di questa area, devono mettere in conto. "Considerato che vi sono 1.500 richieste di riconoscimento Unesco - ha affermato l'architetto - non è impossibile, che a fronte di istanze corroborate da gestioni virtuose, vengano messe da parte riconoscimenti già ottenuti, come nel caso del Val Di Noto, che però non hanno saputo mostrare virtuosismo nella gestione sinergica dei beni monumentali e dei centri storici". Insomma è il momento di agire, di rimboccarsi le maniche. "Ma non è facile - ha ammesso l'architetto Cosentini - perché abbiamo le mani legate proprio a causa della complessità del piano di gestione". L'assessore alla Cultura Sonia Migliore ha sottolineato come diventa sempre più urgente creare un coordinamento operativo per la gestione dei Beni Unesco delle tre province. "E ribadisco che questo coordinamento deve essere affidato a Ragusa per la sua superiorità numerica, in termini di beni patrimonio dell'Umanità - ha detto l'assessore comunale alla Cultura - e nello stesso tempo bisogna chiarire certi aspetti. Fra questi, occorre soprattutto distinguere l'area del Val Di Noto riconosciuta Unesco, dal distretto turistico sud est, che è un'altra cosa". Il presidente del Consorzio Universitario ibleo Enzo Di Raimondo, ha auspicato altri momenti culturali che richiamino l'attenzione sui beni Unesco di Ragusa e delle altre città del Val Di Noto. Durante il convegno, moderato dal giornalista Giorgio Liuzzo, l'esperto Sergio Russo, ha illustrato la pubblicazione "Ragusa Ibla, viaggio nel barocco", di cui è l'autore, illustrata con fotografie realizzate dallo stesso Russo. "Ragusa Ibla può essere amata con un trasporto totale, come si può amare una donna - ha detto Russo - i luoghi si possono amare come le persone, a volte con la stessa intensità emotiva. E l'anima di un singolo luogo, va scoperta come l'anima di una persona". Russo nel suo curriculum vanta l'aver organizzato un anno fa un convegno storico e una mostra sui progetti degli architetti netini del '700, a Noto. Da lì parte il suo percorso personale di studio e ricerca sempre finalizzata alla ricostruzione dei passaggi storici sulla rivoluzione del tardo barocco nel Settecento, che ieri lo ha portato a Ragusa Ibla. 28062012