«È come parlare ai sordi, fin dove vogliamo arrivare?» «Ci vuole un progetto strategico. Il Comune non può stare a guardare e subire le scelte del Porto. Il traffico delle grandi navi va escluso dalla laguna». Il Comitato «No Grandi Navi» è pronto alla controffensiva. Migliaia di firme raccolte per non far passare le navi alte più di un campanile e lunghe come tre campi d calcio davanti a San Marco, esposti e denunce presentati ai ministeri, alla Corte dei Conti, alla Procura. E una mobilitazione che torna a farsi forte. «Abbiamo fatto proposte, esibito studi, chiesto di essere ascoltati», dice il portavoce Silvio Testa, «ma è come parlare ai sordi. Nessuno ci risponde sull'effettivo dzanno che le grandi navi producono, l'inquinamento e 1 erosione in laguna». Quanto al grande progetto di Dogaletto e della nuova Marittima in cassa di colmata, il comitato spara a zero. «Ci siamo appena liberati di Marghera e adesso si pensa di installare un'altra centrale inquinante ai limiti di una zona densamente abitata. Non si possono subire scelte urbanistiche dettate solo dalla logica economica. Il Porto II non va bene per navi così enormi. Bisogna metterle fuori della laguna». Ipotesi già pronte, come il terminal a Punta Sabbioni o a Malamocco. Ma anche un avamporto in mare, come si sta studiando per i petroli e le merci. «Il punto vero», continua il portavoce del comitato, «è che le scelte sul futuro della città devono essere in mano ai cittadini e non alle lobby economiche. Per questo invitiamo il Comune e il sindaco a esprimersi al più presto. Vogliamo 50 milioni di turisti, migliaia di navi e stazioni dappertutto? Occorre riscrivere il Piano regolatore portuale».
VENEZIA - GRANDI NAVI - Comitati al contrattacco
Il Comitato No Grandi Navi ha raccolto migliaia di firme contro le navi alte che potrebbero essere ammesse nella laguna di Venezia. Il comitato ha presentato denunce ai ministeri e alla Corte dei Conti e ha chiesto di essere ascoltato. Il portavoce del comitato, Silvio Testa, afferma che le scelte sul futuro della città devono essere in mano ai cittadini e non alle lobby economiche. Il comitato propone alternative come il terminal a Punta Sabbioni o a Malamocco o un avamporto in mare. Il Comune e il sindaco devono esprimersi al più presto per riscrivere il Piano regolatore portuale.
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