II retroscena Caruso a Graziano: stop momentaneo causato da equilibri legati al voto all'Eliseo Villari: servono fatti e non auspici Lettera del delegato Unesco al presidente degli Industriali Ma il Mibac mai informato «L'Epadesa è pronta a riprendere il cammino con i medesi mi intendimenti già manifesti». Questo, almeno, il messaggio su Pompei che il ceo del Consorzio di industriali francesi Philippe Chaix ha affidato all'ambasciatore Francesco Caruso che lo ha a sua volta trasferito al presidente dell'Unione Industriali Paolo Graziano con una lettera. «Ho parlato con Chaix il giorno stesso in cui il vostro giornale ha pubblicato la lettera che la Ceccaldi mi aveva pregato di far avere al ministro Ornaghi - racconta Caruso - e mi ha confermato interesse ed impegno ribadendo che la lettera della presidente del Consorzio era "di pura prudenza pre-elettorale", e mi ha anche detto che, realizzate le elezioni, "per noi il cammino può riprendere con i medesimi intenti già realizzati"». «L'interesse manifestato per Pompei - prova a spiegare Caruso - è stato in realtà congelato per motivi di opportunità elettorale - la Ceccaldi chiedeva essenzialmente di non rendere pubblica durante tale delicato periodo la disponibilità del Consorzio a sponsorizzare operazioni per Pompei, e cioé fuori dalla Francia, nel momento in cui il Presidente Sarkozy chiedeva agli imprenditori sforzi e sacrifici da concentrare in patria. Ma adesso - continua Caruso - Chaix mi dice che quell'impegno può essere tirato fuori dal frigo». Esattamente una settimana fa, ad un mese dal risultato elettorale in Francia, l'Epadesa aveva però risposto alle nostre domande riguardo l'impegno su Pompei promesso dal Consorzio, rendendo pubblica la posizione che la presidente Ceccaldi aveva manifestato al ministro Ornaghi il 12 marzo. Fino ad oggi quella lettera è l'ultimo atto ufficiale con cui l'Epadesa, istituzione pubblica dello stato francese, attraverso la sua presidente, ancora in carica anche se forse a rischio di sostituzione, comunica con il ministero italiano dei Beni culturali. «Chaix mi ha indicato che l'Epadesa si manifesterà pubblicamente a breve, prima dell'incontro Mibac-Unesco per la realizzazione dell'Accordo su Pompei fissato per la prima settimana di luglio» rassicura Caruso. «Speriamo che quel tavolo - commenta il senatore Riccardo Villari - sarà l'occasione buona per mettere fine a questa querelle e fare, con l'ambasciatore Caruso ma anche con il responsabile italiano dell'Unesco Giovanni Puglisi, la ricognizione puntuale dei soggetti e degli interessi di questa vicenda. Anche in onore alla buona norma della continuità amministrativa: le istituzioni, infatti, parlano con atti ufficiali e concreti. Vedo invece ancora molta superficialità su questo punto da parte dei francesi. Ai tavoli si portano fatti, non auspici: e allo stato agli atti c'è una lettera di ripensamento firmata dalla presidente Ceccaldi. Ne dovrebbe arrivare un'altra da parte di Chaix perché è così che avvengono i dialoghi ufficiali tra le istituzioni. Avere una posizione troppo flessibile non aiuta nessuno, ci vuole maggiore cautela. Per quanto sorprenda questo singolare modo di comunicare, noi - continua l'ex sottosegretario con delega su Pompei del ministro Galan - siamo sempre più che disponibili a sollecitare ed accettare contributi privati che ci aiutino a mantenere lo spettacolare patrimonio di Pompei, di cui, noi italiani, siamo i custodi più che i proprietari. Sia ben chiaro - sottolinea Villari, che aveva chiesto attenzione per gli ultimi sviluppi della vicenda Pompei al question time in Senato di domani che è stato rinviato a causa dell'impossibilità di essere presente del ministro Omaghi - che le regole, però, le dettiamo noi».
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L'ambasciatore Francesco Caruso ha ricevuto una lettera dal CEO del Consorzio di industriali francesi Philippe Chaix, in cui si manifesta interesse e impegno per il progetto di Pompei. La lettera è stata inviata al presidente dell'Unione Industriali Paolo Graziano. Caruso ha confermato che l'interesse è stato congelato per motivi di opportunità elettorale, ma ora Chaix vuole tirare fuori l'impegno. L'Epadesa, istituzione pubblica francese, ha già risposto alle domande riguardo l'impegno su Pompei, rendendo pubblica la posizione della presidente Ceccaldi.
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