ROMA - In un Mezzogiorno che è un museo diffuso, ricco di castelli, bastioni, case nobiliari, chiese e dove è localizzato il 50 del patrimonio archeologico nazionale, con i 45 dei siti a ingresso libero, il problema non è aumentare quantitativamente l'of ferta culturale, triplicata dal 1992 al 2006, ma il miglioramento qualitativo dei servizi e la riqualificazione e il recupero delle strutture. Proprio in questi ambiti sono pronti a partire i cantieri al Museo di Castel del Monte (3 milioni il valore delle opere progettate), al Museo nazionale archeologico di Taranto (20 milioni), al Parco archeologico delle Mura messapiche a Manduria e nell'area archeologica di Satùro a Marina di Leporano (13 milioni) e nei Musei Archeologici di Melfi e Venosa (quattro milioni di euro). Questi ultimi sono tra i 16 Poli museali d'eccellenza selezionati nell'ambito del progetto Mumex, avviato nel 2008 per la valorizzazione culturale e dell'offerta museale nelle otto Regioni del Sud. Promosso dal Ministero per i Beni Culturali, dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica ed Invitalia, Mumex prevede 120 interventi e uno stanziamento complessivo di oltre 300 milioni di euro, fra i 76 milioni deliberati dal Cipe del 23 marzo scorso, e i fondi europei per le aree di attrazione culturale, previsti dalla riprogrammazione delle risorse del Piano di Azione e Coesione per il Mezzogiorno (11 maggio 2012). La fase operativa del progetto museale è stata presentata, ieri, dal Ministro per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, da quello per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, e dall'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri. Barca ha sottolineato come con il progetto Mumex si sia anticipato «l'impianto metodologico introdotto dal Piano di Azione e Coesione: prima vengono i progetti e poi i soldi». In Italia, poi, dovrebbe essere più facile, perché «noi abbiamo un patrimonio culturale forte - prosegue il ministro - e non ci dobbiamo inventare una identità culturale». Il ministro Ornaghi ha rilevato la concretezza dell'esperienza Mumex, che può essere l'occasione di un ricambio generazionale nel settore museale e quindi di nuova imprenditorialità giovanile, per cui Invitalia gestisce misure agevolative. Infatti gli interventi finanziati riguardano anche il personale dei Poli museali d'eccellenza. «Ottenere risultati concreti nel Mezzogiorno è possibile - ha detto Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia - e lo dimostra il fatto che abbiamo aperto la strada alla realizzazione tangibile di interventi, nonostante le condizioni spessomolto difficili delle aree in cui il progetto opera. Questi risultati sono il frutto di una costante e proficua collaborazionedella nostra Agenzia con il MiBAC, il DPS e le Soprintendenze locali per portare avanti il progetto, una collaborazione operativa, che ha consentito anche e soprattutto di razionalizzare i tempi a disposizione». Il progetto, costruito anche in base al confronto con le «buone pratiche» di altri paesi europei, ha prodotto anche lo studio zPoli museali d'eccellenza nel Mezzogiorno: gestioni a confronto nel contesto europeo», diretto da Paolo Leon e pubblicato su un numero monografico della rivista «Economia della cultura» (Il Mulino). 27 Giugno 2012