La Regione decide di collocare nella struttura della Croce la sede del parco di Cava Ispica Protesta il sindaco: «L'area archeologica comprende Chiafura che non viene nemmeno nominata» Vittoria Terranova Scicli. L'assessorato regionale ai beni culturali vuole far diventare l'ex convento della Croce di Scicli sede del Parco Archeologico di Cava Ispica e delle aree archeologiche di Modica, Ispica e dei comuni limitrofi. Incontro palermitano tra il sindaco di Scicli, Franco Susino e il dirigente generale dei beni culturali, Gesualdo Campo, alla presenza dell'on. Orazio Ragusa e dell'assessore Iurato, Campo ha annunciato che è intenzione dell'assessorato regionale ai beni culturali far diventare l'ex convento della Croce di Scicli sede del Parco, che comprenderebbe anche il parco archeologico delle grotte di Chiafura. Il sindaco ha obiettato che nella dizione attuale del Parco mancano il nome di Scicli e di Chiafura. Sarebbe paradossale che Scicli diventasse sede di un Parco senza essere neanche citata. Occorrerebbe un nuovo decreto della Presidente della Regione per rinominare il Parco. Saltano quindi tutte le ipotesi, fatte a partire dall'anno 2000, di allocazione alla Croce del Museo del Costume Mediterraneo. La Regione siciliana è proprietaria dell'immobile e come tale rivendica il diritto alla destinazione d'uso dell'ex convento cinquecentesco. Toccherà ora ai gruppi culturali della città dire la loro su questa inedita destinazione d'uso, figlia dello smembramento delle Sovrintendenze, della moltiplicazione delle dirigenze, della parcellizzazione del potere in enti parco che permettono di aumentare i posti di comando disponibili. Il Comune potrebbe opporsi alla decisione di allocare alla Croce la sede del Parco, e in questo caso sarebbe pronta la soluzione alternativa: Modica, probabilmente con l'ex convento del Gesù. L'immobile sciclitano continuerebbe a restare chiuso, non fruito, e ad andare in rovina. Volere o volare, la giunta Susino sembra stretta in un cul de sac: dire sì alla Regione, pur di vedere fruito il sito, o dire no e destinarlo a una chiusura ad perpetuum. Almeno fino a quando non cambieranno il governo regionale e gli attuali dirigenti. L'ex convento che sorge sull'omonimo colle della Croce è stato oggetto di più interventi di restauro nel corso degli ultimi quindici anni. Tuttavia, la mancata apertura, sta mandando in malora molti ambienti, e rendendo vano il recupero operato negli anni scorsi. Servirà un tavolo cui dovranno essere chiamati tutti gli attori culturali della città per decidere su accondiscendere alle volontà palermitane o prospettare un'alternativa che tenga conto delle esigenze che il territorio esprime. Resta insopportabile, per il Comune, che Scicli diventi sede del parco di Cava Ispica, senza che Chiafura, che pure verrebbe ricompresa, e Scicli siano minimamente citate. Si parte quindi almeno dal decreto del Presidente della Regione, di re-intitolazione del Parco. Sul resto c'è ancora tempo per ragionare. Intanto, negli scorsi due anni, è andato deserto il bando con cui la Regione tentò di affidare a privati il convento. La Regione Siciliana aveva messo a bando la gestione quadriennale. La base d'asta era di 23 mila euro annui. Vinceva chi offriva il maggior rialzo. L'aggiudicatario della gestione doveva dare alla Regione almeno il 5 del fatturato (percentuale minima anch'essa soggetta a rialzo), almeno il 70 degli incassi dei biglietti di accesso al sito, il 20 del fatturato di eventi speciali, quali mostre e concerti. Il nuovo gestore doveva dimostrare di aver svolto negli ultimi tre anni effettiva attività nei settori attinenti all'appalto: ad esempio, assistenza didattica; organizzazione di mostre; eventi e manifestazioni culturali; organizzazione di iniziative promozionali, gestione di biglietterie. Ma la gara andò deserta. 27062012