«Andare dall'autorità giudiziaria? Solo in casi estremi». Il soprintendente ai beni architettonici e storici, Enrico Guglielmo, tenta di smorzare i toni del lungo carteggio con Palazzo San Giacomo, «soprattutto per l'ampia collaborazione con l'amministrazione comunale». Ampia collaborazione, professor Guglielmo, però i totem ormai sono quasi del tutto installati. «Noi avevamo chiesto un'ampia documentazione che però in effetti ha tardato ad arrivare. Comunque rimaniamo fiduciosi perché c'è collaborazione, per una serie di tanti motivi». Quali? «Beh, il piano generale degli impianti risale se non sbaglio alla precedente amministrazione. E infatti abbiamo trovato qualche assessore che era d'accordo con noi a spostare totem e cartelloni lì dove erano originariamente previsti. Sono stati espressi dissensi in giunta su diverse strutture». E poi? «E poi c'è stato l'impatto negativo sull'opinione pubblica in tanti casi. Un elemento di cui il Comune penso tenga conto». Però ci sono molti impianti ancora al loro posto. Voi che state facendo? «Rifacendo un pochino di storia, lo scorso 1 maggio è entrato in vigore il nuovo Codice dei beni culturali che ha chiarito alcuni aspetti, introducendo una nuova normativa per gli spazi scoperti di interesse storico. Che sono tanti in città. Noi ci siamo adeguati e abbiamo chiesto chiarimenti per molti impianti, sino alla fine a fare il censimento attuale». Sono passati diversi mesi... «L'ho premesso, abbiamo avuto la documentazione in ritardò. Tanto che noi più di una volta abbiamo intimato al Comune di non installare più altre strutture senza avvisarci preventivamente. Ma penso proprio che siano state messe tutte ormai. Volevamo capire a questo punto quante ne sono». Qual è la vostra linea operativa? «Stiamo preparando un atto, non chiamiamolo provvedimento, diciamo un invito, ognuno per singolo impianto pubblicitario, da inviare al Comune, chiedendo, caso per caso, di spostare o rimuovere completamente la struttura». Perché tanti atti, invece di un'unica lista? «Perché in ogni caso c'è un'infrazione della normativa. Sono casi specifici e a questi ci atteniamo», Quali possono essere le violazioni di legge? «Se sono in un contesto storico o se limitano la visuale del panorama, cioè impattano negativamente sull'ambiente. Ma ripeto, non generalizziamo, ci sono tanti casi singoli, ognuno da seguire particolarmente. Dobbiamo trovare tante soluzioni per singolo problema». Ci sono tabelloni o totem contro legge? «Ce ne sono diversi ed eclatanti. Ad esempio, un totem al corso Vittorio Emanuele, proprio davanti al castello Aselmeyer. E poi a Santa Lucia, davanti al Monte Echia, che rappresenta il primo insediamento storico a Napoli. O anche a piazza Trieste e Trento. Qualcun altro è stato installato nel centro storico. Ma le zone di interesse, come detto, sono tante in città. Pensiamo ad esempio al Vomero "vecchio", cioè a via Belvedere».