ROMA, 11 MAR - Poter affidare a terzi custodia e pulizie: questo sognano i soprintendenti pensando alle applicazioni del 'global service', lo sviluppo futuro, secondo le nuove normative, dei servizi di accoglienza negli istituti museali, introdotti dalla legge Ronchey. Il parere e' del soprintendente del Polo Museale Fiorentino Antonio Paolucci, intervenuto oggi a Roma alla presentazione del libro di Ludovico Solima e Alessandro Bollo 'I musei e le imprese', spunto per un incontro su un tema ancora molto scottante tra addetti ai lavori. Alla provocazione di Paolucci, che ha aggiunto di aver passato la vita a discutere con i custodi, moltissimi e mal distribuiti, troppo tutelati, ha risposto il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono delineando un quadro poco lusinghiero anche per le stesse Soprintendenze. "I musei sono luoghi austeri, a volte tetri, di difficile visitabilita' - ha detto Bono - non c'e' una sedia, a differenza di quanto accade all'estero dove i visitatori si possono riposare durante il percorso e trovare spiegazioni esaustive in diverse lingue di tutto cio' che vedono". Pensare al 'global service' solo per la gestione del personale, ha aggiunto il sottosegretario, sarebbe antieconomico, mentre si dovrebbe puntare ad una rivisitazione generale dei meccanismi di gestione, che potrebbe generare nuove situazioni. In particolare, Bono ha detto di dissentire dalla convinzione, spesso condivisa dagli esperti, che sia molto difficile, se non impossibile, creare reddito con la gestione dei Beni culturali, valutabile anche in altri tipi di ricadute non immediatamente quantificabili (come il richiamo di un nome prestigioso e cosi' via). "Si dovrebbe creare un sistema per cui il soprintendente diventi un supervisore, un indirizzatore e non si debba occupare della gestione - ha aggiunto - Perche' pretendere che uno storico dell'arte diventi un manager ?". Si tratta di un equivoco di fondo, che pero' puo' essere risolto dal percorso avviato in questi anni, ha detto il sottosegretario citando anche gli ostacoli posti dall'interpretazione del Titolo V della Costituzione, che separa, dopo la recente riforma, le competenze della tutela, appannaggio dello stato, da quelle della fruizione, in mano alle regioni. "In Italia si studia di notte per complicarsi la vita il giorno dopo", ha detto Bono per il quale tutela e fruizione sono aspetti indissolubili. Infine, ha concluso Bono, le potenzialita' dal sistema museale italiano sono del tutto inespresse. L'aumento del 50 dei visitatori dei musei statali nell'ultimo decennio (da 20 a 30 milioni) e' poca cosa confronto a quello di paesi come gli Stati Uniti dove l'incremento ha toccato il 700. Quindi l'obiettivo pubblico e' adesso l'aumento dei visitatori, anche per migliorare il livello culturale degli italiani.