I beni Unesco di Ragusa, Modica e Scicli, come quelli degli altri cinque Comuni della Sicilia sud orientale, compiono dieci anni di vita. E' un traguardo che il Comune di Ragusa, essendo capofila fra le otto città del Val Di Noto - dal momento che vanta un ampio patrimonio ritenuto "bene dell'umanità", con ben 18 monumenti Unesco - vuole festeggiare con una serie di iniziative, fra cui una conferenza. Ma qual è lo stato di salute dei monumenti Unesco del territorio ibleo? "In certi casi lo stato di salute non è ottimale - spiega il soprintendente ai Beni culturali della provincia iblea, Alessandro Ferrara - perchè alcuni monumenti necessitano di interventi straordinari. Mentre Ragusa ha goduto della legge 61 sui centri storici, Scicli e Modica sinora hanno usufruito, bene o male, della legge 433, quella del terremoto di Santa Lucia, riuscendo a fronteggiare necessità ed emergenze, ma negli ultimi tempi le disponibilità del dipartimento di Protezione civile si sono sempre più assottigliate". Insomma vanno cercate nuove fonti di finanziamento per mantenere in buono stato i nostri beni Unesco, per consolidare questo patrimonio, valorizzarlo, ristrutturarlo, metterlo in sicurezza. Da alcuni mesi la Soprintendenza di Ragusa si è mossa proprio per individuare nuove possibilità legislative. E così si scopre che nessuna delle otto città Unesco del Val di Noto, ha mai usufruito della legge 77 del 2006. Una norma che finanzia progetti destinati alla valorizzazione dei monumenti Unesco. "Abbiamo contattato consulenti dell'organismo delle Nazioni Unite e ci siamo effettivamente stupiti per le assenze di richiesta da parte dei Comuni del Val di Noto - aggiunge Ferrara - per attingere a fondi di questa legge di 5 anni fa". E ora sarà il momento di farlo, considerato che negli ultimi tempi, anche la legge 61 è diventata sempre più a rischio e visto che le esigenze di fondi diventano sempre più imponenti, per gestire in maniera efficace un patrimonio Unesco così vasto e di alto valore. Un caso esemplare è dato dalla chiesa di Santa Maria delle Scale. Da poche settimane, nel corso di lavori di restauro del monumento Unesco, sono state fatte delle scoperte importanti, che mettono perfino in discussione l'epoca di costruzione del nucleo originario di questa chiesa (una porzione è antecedente al terremoto del 1693). E' emersa anche la necessità di avere fondi per consolidare e ristrutturare le navate, a fronte di una disponibilità di soli duecentomila euro, che serviranno a ben poco. "Santa Maria delle Scale potrebbe essere uno di quei monumenti a fare da apripista per chiedere un finanziamento tramite la legge 77", ipotizza il soprintendente di Ragusa. Altro esempio calzante è il complesso di Santa Maria del Gesù. Anche in questo caso il problema principe è stato quello finanziario. Su questo fronte dovrebbe esserci una novità positiva. La Soprintendenza è stata convocata a Palermo e la richiesta avanzata tramite Poin, per un importo di sette milioni di euro, è stata ritenuta ammissibile al finanziamento. 26062012