La curiosità È FINALMENTE pronta per lasciare l'Opificio delle Pietre dure, dove è rimasta per ventisette anni. Questa notte la porta del Paradiso del Battistero, il capolavoro simbolo del Rinascimento fiorentino, fresco di restauro, realizzato da Lorenzo Ghiberti fra il 1425 e il 1452, sarà trasferita al museo di Santa Maria del Fiore dove, a partire dall'8 settembre, sarà esposta al pubblico. Il trasporto inizierà alle 21 e terminerà con ogni probabilità alle tre di domani mattina. Saranno necessari due viaggi, uno per ogni anta, dalla sede dell'Opificio in via degli Alfani al museo di piazza Duomo. Alle quattro tonnellate di ciascuna si sommerà il peso delle gabbie metalliche progettate per sostenere e proteggere l'opera durante il trasporto, per un totale di circa sette tonnellate a viaggio. Un'operazione estremamente delicata, che verrà eseguita dalla società Arteria con il coordinamento dell'ufficio tecnico dell'Opera di Santa Maria del Fiore. Il restauro della porta ha richiesto circa tre milioni di euro, due dei quali provenienti dal ministero dei Beni culturali, 700 mila dall'Opera e 240 mila da Friends of Florence. Dentro al museo, l'opera sarà custodita in una speciale teca per poterla conservare in condizioni di bassa e costante umidità. La sua esposizione in piazza, infatti, aveva causato negli anni la distruzione dell'oro e del bronzo rendendo necessario il lungo e complesso intervento. Quest'ultimo ha visto l'impegno congiunto delle maggiori istituzioni fiorentine e nazionali, generazioni di esperti e tecnici che hanno dovuto ideare nuove e sofisticate soluzioni tecnologiche per salvare dal degrado l'opera che deve il proprio nome, come racconta il Vasari, all'apprezzamento incondizionato di Michelangelo («elle son tanto belle che strarebbon bene alle porte del Paradiso»). (g.r.)