«Via i totem o ci rivolgeremo all'autorità giudiziaria». Ennesima puntata nella querelle dei totem pubblicitari, un centinaio, presenti in tutta Napoli (o meglio nella zona rossa del centro). La Soprintendenza ai beni architettonici e storici sta preparando un accurato dossier: foto, elenco dei totem e dei cartelloni pubblicitari, planimetrie. Caso per caso, il soprintendente Enrico Guglielmo deciderà quale totem rimarrà e quale sarà da rimuovere. Un esempio? «La struttura al corso Vittorio Emanuele, di fronte al castello Aselmeyer, progettato da Lamont Young, è decisamente da rimuovere conferma il professor Guglielmo - comunque a giorni completerò il dossier e lo spedirò all'amministrazione comunale». Da mesi si sta svolgendo un lungo carteggio tra Palazzo San Giacomo e Palazzo Reale, fisicamente vicini qualche centinaio di metri, sulla questione specifica distanti chilometri. Tanto che in un'ultima missiva, Guglielmo scrive che «considerato che, a quanto risulta, anche sulla base delle numerose segnalazioni di cittadini, continuano a essere installate colonne pubblicitarie senza l'autorizzazione di questa Soprintendenza, si fa espresso divieto di proseguire nella posa in opera di ulteriori installazioni». Un divieto espresso con forza da Guglielmo, tanto che il professore continua nella lettera «avvertendo che in caso contrario questa Soprintendenza molto suo malgrado, stanti le reiterate violazioni di legge, sarà costretta a interessare della questione l'autorità giudiziaria». Il professor Guglielmo nel suo dossier comprenderà una ricca documentazione: «l'elenco completo delle installazioni realizzate, le planimetrie delle aree vincolate con puntuale ubicazione delle colonne pubblicitarie, le foto delle installazioni già presenti sul territorio e degli ambiti già prescelti per le future collocazioni». L'amministrazione comunale ha girato la richiesta della Soprintendenza alla Jolly Pubblicità, la multinazionale francese che gestisce gli impianti di pubblicità a Napoli. E raccolta ormai da qualche giorno tutta la documentazione, il responsabile della Soprintendenza sta stilando l'elenco delle strutture da rimuovere completamente. Ad esempio, secondo la Soprintendenza, da togliere sono quasi tutti quelli del centro storico. Restano da vedere i tempi di reazione di Palazzo San Giacomo. Per contratto - è nel capitolato d'appalto della gara vinta dalla Jolly - i totem pubblicitari dovrebbero essere almeno un centinaio, tutti installati nella cosiddetta zona rossa: l'area nella quale, secondo il piano generale degli impianti, risalente al '97, «possono essere autorizzati impianti con valenza di pubblica utilità, definibili di arredo urbano, da destinare alla pubblicità e all'affissione diretta, da realizzarsi su beni appartenenti al patrimonio, disponibile e indisponibile del Comune, secondo quanto previsto dal presente Piano. Tali impianti possono essere previsti in tutte le zone del Piano generale degli impianti e sono obbligatori nella "zona rossa" per la quale gli impianti di tipo tradizionale possono essere solo quelli istituzionali eo gestiti direttamente dal comune di Napoli».
Napoli. La Soprintendenza: via i totem pubblicitari
La Soprintendenza ai beni architettonici e storici di Napoli sta preparando un dossier per rimuovere i totem pubblicitari installati nella zona rossa del centro storico. Il soprintendente Enrico Guglielmo ha espresso il divieto di proseguire con la posa in opera di ulteriori installazioni e ha avvertito che se le violazioni di legge continueranno, la Soprintendenza interesserà l'autorità giudiziaria. Il dossier include una documentazione dettagliata, come foto, elenco delle installazioni e planimetrie. La Soprintendenza ha già ricevuto la documentazione dalla Jolly Pubblicità, la multinazionale francese che gestisce gli impianti di pubblicità a Napoli.
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