UNICREDIT vorrebbe uscire dalla Fondazione Teatro Massimo, ma il sindaco Leoluca Orlando sta facendo pressing sui vertici della banca perché non abbandonino l'ente lirico. È stato lo stesso Orlando a comunicarlo alle rappresentanze sindacali del Teatro, che ha incontrato con l'assessore alla Cultura, Francesco Giambrone. Un confronto avvenuto 48 ore dopo la seduta del Cda della Fondazione, la prima cui Orlando abbia partecipato da presidente del Teatro. «Avendo appreso nel Cda si legge in una nota della volontà già manifestata da parecchio tempo da Unicredit di disimpegnarsi a partire dal prossimo anno dalla Fondazione, Orlando ha informato i rappresentanti sindacali di avere immediatamente contattato il nuovo presidente di Unicredit Vincenzo Vita, con il quale si è parlato del possibile futuro coinvolgimento dell'istituto bancario nella Fondazione e nelle attività del Teatro». Ai sindacalisti Orlando ha descritto i recenti contatti con il ministero dei Beni culturali, «con riferimento alle perplessità sulla regolarità nella attuale composizione del Consiglio di amministrazione ». Già nel corso della seduta di sabato del Cda il sindaco aveva sollevato dubbi sulla regolarità della posizione del vice presidente Carlo Varvaro, nominato dall'allora primo cittadino Diego Cammarata forzando sostiene Orlando le procedure statutarie, e del consigliere Renato Scalia, espressione di Unicredit. Ieri il sindaco ha ribadito il perché: «Il socio privato non sembra aver adempiuto al versamento del contributo minimo previsto dalla legge per poter esprimere un proprio rappresentante nel Consiglio di amministrazione ». Su questo punto Orlando ha chiesto chiarimenti al sovrintendente e al collegio dei revisori dei conti, che dovranno «in tempi brevi fornire chiarimenti sulla situazione». Orlando e Giambrone hanno infine assicurato ai sindacalisti del Teatro il loro impegno «per il reperimento delle risorse necessarie alla vita della Fondazione».