ALLA fine lo studio dell'Enac sulla nuova pista di Peretola è saltato fuori, ieri Rossi ha riunito i capigruppo della sua maggioranza per mostrarlo in anteprima. L'Ente nazionale per l'aviazione civile ha trasmesso la documentazione tecnica al presidente della Regione qualche giorno fa. Ovviamente sono valutate entrambe le ipotesi di cui da anni si discute per adeguare e potenziare il Vespucci: quella che va sotto il nome di 927 o pista obliqua e quella definita 1230 o pista "parallela convergente". La prima è quella relativa allo studio presentato nel dicembre del 2011 dall'ingegner Granozio, incaricato dalla Regione, la seconda è la possibilità sostenuta da Enac e fa parte delle ipotesi prese in considerazione già nel 2008 dal tavolo tecnico composto anche da Enav, Regione e Aeroporto di Firenze. «Questa è l'indicazione di Enac, che ha la sua visione dell'aeroporto e punta sulla "parallela convergente". Adesso si apre la fase delle decisioni », ha detto Rossi ai capigruppo, «e a ciascuno di voi chiedo di avviare un confronto libero, senza pregiudizi né strumentalizzazioni, con senso di responsabilità ». Comincia di fatto così l'iter della proposta in consiglio regionale. Alla fine del dibattito l'aula dovrà votare la variante al Pit, il Piano di indirizzo territoriale che comprende anche il Parco della Piana. «Volevo informarvi per primi», ha aggiunto il presidente toscano. «Domani invierò lo studio anche ai presidenti delle Province e a tutti i sindaci interessati ». Non si sbilancia Rossi, anzi sta bene attento a non prendere posizione. L'unica eclatante bocciatura che conferma di fronte a tutti nella riunione di ieri riguarda la terza ipotesi che si era affacciata negli anni, quella dell'allungamento dell'attuale pista. «Per gli abitanti di Brozzi e Quaracchi», ha ripetuto ieri il presidente, «quel tracciato avrebbe rappresentato una vera e propria macelleria sociale». D'accordo con lui su questa linea Mauro Romanelli di Sel, che però nutre qualche perplessità anche sulla parallela convergente: «Noi abbiamo posto come condizione che il Parco nel suo complesso non venga sacrificato », spiega, «e che si prevedano delle compensazioni ambientali perché l'area è congestionata e non si può aggiungere inquinamento ad inquinamento. Del resto lasciare le cose così come sono adesso sarebbe impensabile, discuteremo bene nel merito». Vittorio Bugli, capogruppo del Pd, dovrà vedersela ora con i sindaci della Piana e i consiglieri Fabrizio Mattei e Paolo Bambagioni che sono sempre stati scettici sulla parallela. Non ha dubbi invece il socialista Pieraldo Ciucchi, mentre ne ha moltissimi Marco Manneschi, capogruppo dell'Italia dei Valori, il partito dell'assessore all'Urbanistica Anna Marson, paladina dell'intoccabilità del Parco, non ha mai nascosto la sua avversità alla pista 1230. A Rossi Manneschi chiede «tempo per fare un passaggio dentro al partito e aprire un dibattito». Spiega l'esponente dipietrista che «su un fatto di questa importanza non si può evitare di consultare anche i cittadini, con cui va affrontato un leale confronto. Rossi», dice Manneschi, «sostiene la necessità di realizzare un'opera di grande valore ambientale e giustamente ci tiene ad ampliare la discussione senza avvitarsi intorno al tracciato della pista. Io dico di più, propongo di promuovere un dibattito pubblico come si fa nelle grandi capitali europee e non decidere sempre nelle chiuse stanze dei partiti. La scelta dell'orientamento è secondaria, non mettiamo il carro davanti ai buoi». Non lo mette certo il presidente della Provincia Andrea Barducci che non vede l'ora di leggere lo studio: «Bene che Rossi ce lo mandi come avevo chiesto da tempo», dice. «Mi auguro che il consiglio prenda la sua decisione in serenità».