Palloncini che volano nel cielo (200 anche in quello di Roma), trasportando, ed elargendo, biglietti gratuiti di ingresso; scolaresche (stavolta soltanto venete) coinvolte a suon d'attorianimatori che, in abiti d'epoca, propongono una sorta d'inedita caccia al tesoro, affinché i ragazzi individuino poi piccoli dettagli in una grande mostra; cibi del tempo, e addirittura la possibilità di edificare, con una sorta di "Lego", una villa palladiana fai-da-te, visto che s'è scoperto il grande architetto aveva creato un proprio "sistema", e con tre soli elementi, debitamente combinati, si può dar vita a qualunque delle sue celebri ville: è la nuova frontiera del marketing, per propagandare la rassegna Andrea Palladio e la Villa veneta, da Petrarca a Carlo Scarpa , che, dal 5 marzo, si svolgerà a Vicenza, ma anche in una dozzina di edifici palladiani, tutti aperti al pubblico, ed è stata presentata ieri a Roma, appunto con un gran volo finale di palloncini in piazza Venezia, dalla terrazza dell'Associazione Civita. A chi organizza quest'importante esposizione (250 opere, da 70 musei e collezioni di tutto il mondo), diffusa (riguarda una bella fetta del Veneto, e alcune tra le più prestigiose delle sue ben quattromila ville) ed ambiziosa (esamina e documenta un periodo che va dalla Roma antica fino al XX secolo), le idee non fanno certo difetto. Howard Burns, scozzese, massimo studioso di Palladio, e Guido Beltramini, "anima" dell'Istituto per le Ville Venete, intendono spiegare come, nato ai tempi di Plinio e riscoperto poi da Petrarca, diffuso a Firenze (Poggio a Caiano, di Giuliano da Sangallo per Lorenzo de' Medici) e nella Roma dei Papi (Raffaello idea la Farnesina per Leone X), il "vivere in villa" diventi un preciso stile di vita appunto nel Veneto, e appunto con Palladio. L'architetto, «il più importante mai prodotto nel mondo occidentale», e «il più imitato nella storia», avrà poi tanti successori, ed anche questo è spiegato nella mostra: prima d'essere stravolta da casette e " fabbrichètte ", magari intervallate dalle ferite di troppe sconce cave, la terra «tra Vicenza e Padova vale da sola il viaggio in Italia», diceva Charles de Brosses. Non solo: le scoperte compiute dai 70 studiosi al lavoro per la rassegna, resteranno nel "museo della Villa veneta", che si aprirà a Piazzola, in quella Contarini; e la mostra principale sarà ospitata a Vicenza, a palazzo Barbaran da Porto, che di Palladio resta uno dei capolavori. Per capire quanto egli è stato importante, e magari perfino intuire quanto è stato "esportato", in Inghilterra, in America, in Russia. In fin dei conti, anche il presidente Bush vive in una bianca casa che, nelle forme, è diretta discendente di Palladio: non è forse vero?