IL "piano città" su Torino si chiama Falchera. Che per il Comune l'area Nord sia una priorità è ormai noto, ma grazie alla manovra contenuta nel decreto Sviluppo Palazzo Civico potrà chiudere il cerchio, aggiungendo cosi un altro pezzo alla riqualificazione complessiva della zona. Oltre ai progetti avviati su Barriera di Milano, sotto il cappello Urban, e alla variante 200, che permetterà di riqualificare attirando capitali privati l'ex scalo ferroviario Vanchiglia e l'asse del trincerone tra via Gottardo e via Sempione, su cui correrà la linea due della metropolitana, il piano città permetterà al Comune di portare avanti progetti pensati per rivitalizzare Falchera. Le priorità? La riqualificazione della zona dei Laghetti, in stato di degrado, e il secondo accesso al quartiere, all'altezza della rotonda di corso Romania, entrambi recentemente stralciati dal piano triennale delle opere pubbliche. Investimenti previsti? Tra i 10 e i 15 milioni, di cui 7 milioni solo per i "Laghetti". Il quartiere, circa 8 mila abitanti, si compone di due insediamenti: "Falchera Vecchia", lo sviluppo risale agli anni '50 e "Falchera Nuova", realizzata negli anni '70. Tra le due aree è presente una fascia di stagni e laghetti artificiali da bonificare, area che da anni si vorrebbe riqualificare per trasformarla in un punto di forza della zona. Nel 1999, per migliorare le condizioni di vita degli abitanti e di modificare l'immagine negativa di Falchera, uno dei luoghi della grande migrazione che ha caratterizzato Torino, è partito un processo di sviluppo locale per favorire la condivisione di azioni di tipo sociale ed urbanistico. Nel 2002 si è inaugurato il laboratorio di quartiere, uno spazio dedicato ai cittadini, nel 2005 si è costituito il Tavolo sociale Giovani e sono già stati portati a termine alcuni interventi: piazza Volgograd, progettata con la partecipazione dei ragazzi della scuola Leonardo da Vinci, piazza Falchera, ribattezzata poi piazza Astengo, progettista del quartiere, realizzata con la partecipazione degli abitanti, lo Skatepark, nel cortile della scuola elementare Ambrosini, nuovo capolinea della linea 4 in via delle Querce. Ora il "piano città" può dare un nuovo impulso. Esiste già una base di partenza, un Pils, un programma integrato di sviluppo locale a cui dare gambe, tra la bonifica e la riqualificazione dell'area del Laghetti, creando un polmone verde e la realizzazione di un secondo accesso al quartiere, da sempre considerato isolato rispetto al resto della città, con la relativa risistemazione di corso Romania. Già avviata, invece, la riconversione della scuola Ambrosini a biblioteca civica, anche se non è ancora stata inaugurata. Nel restyling potrebbe rientrare anche l'edificio la Rotonda, di proprietà privata, che il Comune vorrebbe destinare a servizi pubblici.