I vertici nazionali dell'associazione si uniscono alle durissime critiche delle sezioni locali: «Chiediamo un incontro urgente con Ornaghi, si devono evitare gli errori dell'Aquila» Durissime le critiche che il consiglio direttivo nazionale di Italia Nostra, riunitosi a Roma, ha mosso nei confronti del ministero per i Beni Culturali relativamente al patrimonio storico e artistico da valutare e controllare nelle zone colpite del terremoto. E i vertici nazionali dell'associazione hanno dichiarato di riconoscersi, condividendole, «nell'analisi e nelle critiche espresse nei confronti dell'azione del ministero dei Beni Culturali dalle sezioni dei territori colpiti dal sisma». In particolare, Italia Nostra dice un no deciso «all'esautoramento delle Soprintendenze territorialmente competenti e capaci di gestire i problemi della messa in sicurezza del patrimonio culturale». No anche «all'illegittimo incardinamento degli organi di tutela, che significa acritica subordinazione alla protezione civile che ha dimostrato scarso interesse alla difesa del patrimonio culturale colpito, come evidenzia il numero ancora imprecisato di demolizioni già realizzate o programmate». Italia Nostra ravvisa «la tendenza, frutto di ignoranza culturale, a dividere il patrimonio storico delle zone colpite in edifici di serie A da conservare ed edifici di serie B da tutelare» e critica «l'abbandono del concetto di centro storico come complesso indivisibile da tutelare nel suo insieme, così come Italia Nostra, a partire dalla Carta di Gubbio, ha sostenuto sempre». «Il centro storico - prosegue l'associazione - rappresenta per la popolazione elemento indispensabile di identità civile e sociale». Italia Nostra segnala anche «con vivissima preoccupazione, i ritardi delle operazioni di ricognizione del danno e di messa in sicurezza degli immobili; la mancanza di trasparenza e di coinvolgimento di queste fasi post-sisma, pericolosa anche sotto il profilo della tenuta democratica». I vertici nazionali dell'associazione affermano che i problemi all'ordine del giorno sono assolutamente «gravi e urgenti» e chiedono «un incontro immediato con il ministro Lorenzo Ornaghi ai fini di esporgli nel dettaglio le criticità della situazione attuale e proporgli immediate azioni correttive, senza le quali il ministero rischia di uscire definitivamente screditato». «La gestione aquilana è un'esperienza da archiviare - conclude il movimento - e Italia Nostra metterà in atto ogni azione legittima affinché quanto là accaduto non si ripeta».