L'Università di Ferrara in pole position nel progetto Leed. Massima attenzione al contesto urbano e ai materiali. Sarà made in Italy il primo protocollo di certificazione energetica al mondo destinato agli edifici storici. E a firmarlo sarà la costola tricolore del Green Building Council. "Entro la fine dell'anno saranno pronte le linee guida", annuncia a «Progetti e Concorsi» l'architetto Paola Boarin del dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara e coordinatore del Comitato Historical Building che si sta occupando della messa a punto dello protocollo "Leed for Historical Building" nell'ambito del Green Building Council Italia. L'ateneo emiliano è in pole position nel progetto: del comitato tecnico-scientifico fa parte infatti anche il professor Marcello Balzani, sempre del dipartimento di Architettura. Numerosi gli aspetti su cui si stanno concentrando i lavori per la messa a punto del nuovo standard: si parte dalle indagini preliminari storico-documentali, morfo-tipologiche, stilistiche eccetera integrate con quelle diagnostiche per verificare lo stato di salute dell'edificio. La progettazione dell'intervento dovrà tener conto del contesto urbano e territoriale esistente e rispettare il costruito attraverso l'uso di materiali compatibili. Sul fronte impiantistico si prevede l'integrazione di impianti ad alta efficienza e sistemi per il controllo del confort termico nonché per il monitoraggio strutturale e ambientale. Architetto Boarin, a che punto sono i lavori? Stiamo lavorando all'elaborazione del protocollo e a breve, comunque entro l'anno, saranno rilasciate le linee guida che faranno da base alla messa a punto del protocollo vero e proprio. È in corso il confronto con l'Us Green Building Council e il nostro obiettivo è fare in modo che al più presto si raggiunga un accordo sulla definizione del nuovo standard internazionale. Un obiettivo ambizioso per il nostro Paese. Chi partecipa al Comitato? La squadra si sta allargando progressivamente. In campo ci sono architetti, ingegneri, professionisti del restauro, esperti di materiali da costruzione e anche specialisti dell'impiantistica. E poi il comitato si avvarrà di consulenti scientifici dell'università di Ferrara e anche del ministero dei Beni culturali. Restaurare un edificio storico in chiave ecosostenibile comporta un impegno a 360 gradi e un'alta specializzazione considerato che bisogna garantire l'integrità e il rispetto della tradizione. Quanto vale la partita? Nel senso, quanti sono in Italia gli edifici che potrebbero essere coinvolti? Posso dirle che in Italia il 31 degli edifici e dunque circa un terzo è stato realizzato prima del 1945, l'anno spartiacque per la definizione di edificio storico. Un ulteriore terzo è poi composto da edifici realizzati fra il dopoguerra e gli anni Settanta e in qualche misura anche questa tipologia potrebbe rientrare nella definizione, o almeno alcune tipologie di edifici. Si tratta dunque di un patrimonio enorme e simili proporzioni sono valide anche nel resto d'Europa. Va da sé che dalla partita sono esclusi tutti gli edifici, quelli monumentali ad esempio, sottoposti ai vincoli delle sovraintendenze, ma per il resto siamo di fronte comunque a grandi numeri. E anche nell'ambito del recupero degli edifici più prestigiosi comunque il protocollo potrà rappresentare un valido strumento di riferimento soprattutto nel caso in cui siano previsti interventi che riguardino la riconversione energetica in chiave eco-sostenibile.
ITALIA - Certificazione edifici storici, è made in Italy il primo standard.
L'Università di Ferrara è in pole position nel progetto "Leed for Historical Building" del Green Building Council Italia. Il progetto mira a creare un protocollo di certificazione energetica per gli edifici storici. Il comitato tecnico-scientifico è composto da esperti dell'Università di Ferrara e del Ministero dei Beni culturali. I lavori si concentrano sulla progettazione dell'intervento, che deve tenere conto del contesto urbano e territoriale esistente e rispettare il costruito attraverso l'uso di materiali compatibili. Il protocollo sarà destinato agli edifici storici in Italia, che rappresentano un patrimonio enorme.
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