Ho atteso un paio di giorni per vedere se esistevano ulteriori commenti e non trovandone mi permetto di porre degli interrogativi. Caro direttore, non ti pare che se l'operazione Grandi Gallerie è, come si è sempre pubblicamente detto, strettamente collegata al trasferimento della «madre comune», ovvero dell'Accademia di Belle Arti agli Incurabili, sarebbe stato quanto meno opportuno che venerdì l'inaugurazione del cantiere di restauro delle Gallerie fosse accomunata all'inaugurazione della nuova sede dell'Accademia? Non ti pare che la città di Venezia avrebbe dovuto celebrare insieme le due circostanze dal momento che l'Accademia di Belle Arti, fondata nel 1750, è l'istituzione di alta cultura ancora operante più antica della sua storia? Un'Istituzione che, nel tempo, ha «partorito» sia le Gallerie de Accademia intese come Museo, che la Facoltà di Architettura che ora ha avuto addirittura l'opportunità di impartire insegnamenti quanto meno analoghi a quelli del-la «mamma»? Pensa che alla «posa della prima pietra» del restauro delle Gallerie chi scrive, rappresentante, con il collega Saverio Simi di Bergis, dei Docenti dell'Accademia in seno al Consiglio d'Amministrazione, non è nemmeno stato invitato! Ma sono sicuro che tutte le autorità presenti venerdì 4, compresi il ministro Urbani, il sindaco Costa, il presidente della Regione Galan, i Soprintendenti, eccetera, celebreranno degnamente in un'altra giornata l'inaugurazione della nuova sede della nostra Istituzione che, tra l'altro, come le altre diciotto distribuite in Italia, aspetta soltanto da sei anni, dal 1999, l'applicazione della legge di riforma.