Speriamo sia la volta buona per la definitiva riappacificazione tra Firenze e il maestro Zeffirelli. Oggi il grande regista non sarà nel Salone dei Cinquecento a ritirare il Fiorino d'oro, ma ci sono segnali di distensione dopo la missione dell'assessore Rosa Maria Di Giorgi a Verona con il 'carico' messo sul tavolo: l'archivio storico del maestro ospitato permanentemente al Teatro della Pergola. Una prestigiosa 'casa' che Zeffirelli conosce fin troppo bene e che gli ha 'riacceso' il sorriso. E passata l'estate, una giornata dedicata interamente a Zeffirelli potrebbe culminare con la consegna da parte del sindaco Renzi del Fiorino, per il momento, rimasto in un cassetto e chiuso a chiave. Già nel settembre 2010 la storia infinita dell'amore tormentato tra Firenze e il maestro sembrava aver avuto un epilogo soddisfacente per tutti e invece anche dopo quell'apertura le porte del dialogo si richiusero. Allora Firenze offrì a Zeffirelli la possibilità di ospitare la sua ricchissima raccolta di manoscritti, grafici e costumi serviti per centinaia di regie e allestimenti scenografici per l'opera, la prosa, il cinema, la televisione nell'arco di una sessantina d'anni di lavoro in uno spazio ad hoc alle Cascine. In un vero e proprio centro dell'arte dello spettacolo nelle ex scuderie lorenesi del Piazzale del Re. Il progetto prevedeva un investimento di almeno un milione e ottocentomila euro. Non a caso, data la rilevanza internazionale del progetto, erano pronte ad entrare nell'operazione anche Regione, ministeri dei beni culturali e dell'istruzione e la Provincia. Poi saltò tutto. Quando gli ho citato quel luogo ha avuto un sussulto: gli si sono illuminati gli occhi, mi ha sorriso... Ora la nuova schiarita e la speranza che Zeffirelli torni a casa sua. «ERANO quasi le due di notte, a Verona, quando gli ho fatto l'ultima proposta di Firenze per ospitare il suo archivio: il teatro della Pergola. Zeffirelli era stanco, provato dall'età e dalle quattro ore di regia del suo straordinario Don Giovanni all'Arena, ma ha avuto un sussulto: gli si sono illuminati gli occhi, mi ha sorriso...». Si emoziona anche lei, Rosa Maria Di Giorgi, assessore di Palazzo Vecchio e ambasciatrice del sindaco, Matteo Renzi, dal recalcitrante Maestro. Che finalmente ha deciso di accettare il Fiorino d'oro. IL CONFERIMENTO avverrà stamani, in Palazzo Vecchio, durante la cerimonia ufficiale con le altre personalità insignite della massima onorificenza fiorentina. Ma la consegna si svolgerà in settembre, durante un'occasione costruita tutta per lui, per Franco Zeffirelli, spirito critico e ribelle, ma capace di emozionarsi, anche a 89 anni e mezzo, al nome di uno dei più antichi e celebri teatri: la Pergola. Dove a fine settembre riceverà il Fiorino. E dove il Comune gli offre di ospitare per sempre il suo maestoso archivio: fatto di sceneggiature, di costumi, d'irripetibili pezzi di cinema e di teatro. IN EFFETTI, anche se i fiorentini sono abituati a vederlo e a passarci davanti distratti, lì a fianco dell'ospedale di Santa Maria Nuova, la Pergola suscita palpitazione e ammirazione in chi è vissuto di teatro e per il teatro. Non a caso fu il primo, a Firenze: voluto dal cardinale Giovancarlo de' Medici, fratello del granduca Francesco II. Era il 1656. E nonostante lo scorrere del tempo, la Pergola è sempre II, maestoso e spazioso, adattissimo per diventare la casa della «Fondazione Zeffirelli». VUOL DIRE che fra Firenze e il non sempre conciliante Maestro è scoppiata la pace, dopo l'intervista esclusiva a «La Nazione» nella quale annunciava che non sarebbe venuto a ritirare il Fiorino? Chi, come il cronista, conosce Zeffirelli da una trentina d'anni sa che lui, come del resto tanti grandi talenti, possono essere talvolta ombrosi o riottosi. Per cui sembra azzardato scrivere che la telenovela dell'eredità artistica è finita. Molte fra le più grandi città vorrebbero avere quello che diventerà il «Museo Zeffirelli»: Mosca, Roma, New York. Poi Verona, che coccola il Maestro affidandogli il fascino dell'Arena. Ma Firenze, dite quel che volete, per un fiorentino è un po' come la mamma. Per questo, attraverso la Pergola, potrebbe vincere la concorrenza. Appunto: potrebbe. «SONO tornata da Verona molto soddisfatta proprio perché ho colto quella luce nello sguardo di Zeffirelli», confida la Rosa Di Giorgi. Che volutamente sorvola sulla prima offerta, cioè il tiro a segno delle Cascine, nei paraggi del nuovo Teatro del Maggio, che a Zeffirelli non è mai piaciuto. Come andrà a finire? Ancora la Di Giorgi: «Intanto mi auguro che mantenga la promessa di venire a ritirare il Fiorino d'oro a fine settembre. Quella sarà l'occasione per mostrare il progetto capace di accogliere il suo monumentale archivio alla Pergola. E anche per mettere nero su bianco. Cioè per firmare un accordo dal quale nessuno potrà più tornare indietro: né lui, né Palazzo Vecchio». NON RESTA che aspettare. E augurarsi che la luce negli occhi di Zeffirelli nel sentir nominare la Pergola lo spinga a chiudere la partita. Per se stesso, ma soprattutto per Firenze. Che diventerebbe custode di un altro patrimonio: un museo dell'arte dello spettacolo senza uguali al mondo.