In aumento allo scalo di Fiumicino i sequestri di materiale archeologico I souvenir proibiti dei turisti in valigia sampietrini e mosaici La polizia di frontiera scopre anche una pietra miliare Del Greco: sono coppie del nord Europa, dicono che volevano un ricordo di Roma Un sampietrino per ricordo, anche un coccetto, un pezzo di mosaico, una pietra miliare se ci scappa. E' una mania, la fissazione nuova dei turisti in partenza per Roma. Ad accorgersene la polizia di frontiera dell'aeroporto di Fiumicino. Adulti, spesso in coppia, insospettabili. Tornano a casa, specie nel nord Europa, con dentro il trolley un pezzo di Roma antica. Sampietrini soprattutto ma anche reperti archeologici, tra i quali un mosaico datato tra il I e II secolo a.C. Quanto riescono a trafugare nelle strade e nelle aree archeologiche della capitale, un souvenir gratuito e singolare, che non si trova nei negozi e sulle bancarelle e che viene nascosto con cura nel bagaglio a mano. Dieci in sei mesi i sampietrini sequestrati dagli agenti della polizia di frontiera, l'ultimo ce l'aveva un danese, l'altroieri. L'ennesimo pesante blocchetto di leucitite, un tipo di roccia eruttiva tipica delle zone vulcaniche laziali, storicamente utilizzato per la realizzazione del lastricato stradale di vie e piazze romane. Da qualche tempo al check in avvengono imbarazzanti perquisizioni, siparietti in cui i turisti in partenza dalla capitale non fanno certo una gran bella figura. Ad effettuare i sequestri gli agenti diretti dal dirigente della V zona della polizia di Frontiera, Antonio Del Greco e dal dirigente Rosario Testatiuti. Per i passeggeri trovati in possesso di questi souvenir di Roma scatta una denuncia per furto, mentre i sampietrini - antichi e moderni - vengono restituiti al Comune di Roma. Blocchetti di basalto, tessere di mosaico, pietre, mattoni. A volte pesantissimi. «È un fatto davvero curioso che si va ripetendo con una certa frequenza, un trend in crescita, quest'anno sicuramente curioso», ammette Del Greco. E sottolinea che il fenomeno si verifica prevalentemente tra i passeggeri che si servono di compagnie aeree low cost, in particolare tra quelli che al termine del soggiorno nella Capitale rientrano in uno dei Paesi del Nord Europa. «Coppie di mezza età, che tornano in Germania, Francia, Danimarca, Belgio. Nei trolley hanno provato a nascondere frammenti antichi, che forse hanno rotto al Colosseo, un russo aveva con sè un pezzo di una pavimentazione a mosaico spezzata ad Ostia Antica, ritrovata pure una pietra miliare pesante 20 chili di quelle che si vedono ancora sull'Appia Antica». I turisti, una volta scoperti, provano a inventare le scuse più banali: che era un ricordo, che non pensavano fosse un reato. Ma sono ben coscienti della figuraccia fatta. Per giunta per sbrigare tutte le pratiche legate al sequestro, spesso finiscono anche col perdere l'aereo. «Questi sampietrini, antichi e moderni - ancora Del Greco - e gli altri reperti archeologici sequestrati, tra cui anche alcune parti di mosaici di epoca romana, una pietra miliare e diversi frammenti di roccia vulcanica nascosti tra gli indumenti egli effetti personali all'interno dei bagagli, non sono rilevati al controllo radiogeno dai macchinari a cui sovrintendono gli addetti alla sicurezza aeroportuale. Sul video compare solo un'impronta scura, che può destare sospetto». Ma il metal detector non suona, non segnala la presenza di sampietrini e cocci più o meno importanti. «Dunque è grazie alla solerzia dei nostri uomini - sostiene a sua volta il vicequestore aggiunto della Polizia giudiziaria, Roberto Mattei - in stretta collaborazione con il personale addetto alla sicurezza di Adr Security, se riusciamo a scoprirle».