da Protezione Civile, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile Roma, 21 giugno 2012 Gentile direttore, l'articolo "Arte, il caos dopo il terremoto" ricco di evidenti errori si basa sulla (errata) tesi secondo la quale la Protezione civile avrebbe commissariato il Ministero per i beni e le attività culturali. Nulla di più falso, come il giornalista avrebbe potuto capire immediatamente se solo avesse letto l'articolo 4 (Ricostruzione e funzionalità degli edifici e dei servizi pubblici nonché interventi sui beni del patrimonio artistico e culturale) del Decreto Legge 74 del 6 giugno 2012 "Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012". Questo, infatti, pone in capo ai Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto nella loro veste di Commissari delegati del governo il compito di stabilire, "sulla base dei danni effettivamente verificatisi, e nel limite delle risorse all'uopo individuate, le modalità di predisposizione e di attuazione di un piano di interventi urgenti per il ripristino () degli immobili demaniali o di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, formalmente dichiarati di interesse storico-artistico ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42". Inoltre, lo stesso articolo prevede che "alle esigenze connesse agli interventi di messa in sicurezza degli immobili danneggiati, di rimozione e ricovero dei beni culturali e archivistici mobili, di rimozione controllata e ricovero delle macerie selezionate del patrimonio culturale danneggiato, nonché per l'avvio degli interventi di ricostruzione, di ripristino, di conservazione, di restauro, e di miglioramento strutturale del medesimo patrimonio, si provvede secondo le modalità stabilite d'intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali, d'intesa con il presidente della regione interessata, sia per far fronte agli interventi urgenti, sia per l'avvio di una successiva fase di ricostruzione". Come vede, direttore, tutto fuorché un commissariamento del Ministero per i beni e le attività culturali: mai come questa volta, il Dipartimento della Protezione Civile non ha esautorato alcuna autorità, tantomeno enti locali e sovrintendenze. Chi dice il contrario, ci permettiamo di dire, non conosce i fatti. Non sarà, forse, che la mancanza della "solita" Protezione Civile su cui scaricare ogni infamità sta rendendo più evidente come, in questo Paese, le cose non funzionano soprattutto in ordinario? L'Ufficio stampa del Dipartimento della protezione civile Io ho scritto dell'abbattimento del Campanile di Poggio Renatico, avvenuto il 4 giugno, e la Protezione Civile mi risponde che per capirne i presupposti avrei dovuto leggere un decreto emesso solo due giorni dopo, il 6 giugno! Il titolo del mio pezzo parlava di 'caos'. Se non è caotico prima abbattere un monumento, e solo dopo stabilire le regole per salvarlo, non so cosa lo possa essere. Del resto, il testo del decreto citato nella replica, conferma puntualmente quanto ho denunciato. Anche lì gli interventi urgenti sul patrimonio storico e artistico vengono affidati ai Commissari, e solo le «modalità» in cui tutto questo avviene sono «stabilite d'intesa» col Ministero per i Beni culturali: attore decisamente non protagonista. La gerarchia è chiarissima, e l'azione viene affidata ai Commissari in barba al Codice dei Beni culturali. Inoltre, tra gli atti del Commissario (consultabili sul portale web della Regione Emila Romagna) non c'è traccia delle intese col Mibac. Spero si possano leggere presto, così come spero siano presto consultabili gli scambi tra Protezione Civile e Mibac che hanno preceduto gli abbattimenti. Sono felice che la Protezione Civile prenda pubblicamente le distanze dalla sua storia recente, dicendo che la «solita Protezione civile» non c'è più. Ma, a giudicare da questa lettera, la strada da fare mi pare ancora lunga. Tomaso Montanari
Replica e controreplica tra la Protezione Civile e Tomaso Montanari
Il Dipartimento della Protezione Civile ha risposto a un articolo di giornale che accusava di errori la sua gestione durante il terremoto in Emilia Romagna. L'articolo affermava che la Protezione Civile avesse commissariato il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma il Dipartimento ha chiarito che ciò non è avvenuto. Invece, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha lavorato con i Commissari delegati delle Regioni interessate per stabilire le modalità di intervento urgenti per il ripristino del patrimonio culturale. Il Dipartimento della Protezione Civile ha anche affermato che non ha esautorato alcuna autorità, nemmeno enti locali e sovrintendenze.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo