I reperti e i pesanti blocchetti di leucitite sono da qualche tempo tra gli oggetti che gli agenti della polizia di frontiera di Fiumicino sequestrano a coloro che ritornano nei loro paesi di origine Sampietrini come souvenir l'ultima moda dei furti tra turisti L'ultima moda, scoperta dalla polizia di Frontiera dello scalo aereo di Roma - Fiumicino, è quella, da parte di molti viaggiatori stranieri, di trafugare sampietrini e reperti archeologici tra i quali un mosaico datato tra il I e II secolo A. C. nelle strade e aree archeologiche della capitale, che vengono considerati alla stregua di souvenir. I pesanti blocchetti di leucitite, un tipo di roccia eruttiva tipica delle zone vulcaniche laziali, storicamente utilizzati per la realizzazione del lastricato stradale di vie e piazze romane, sono da qualche tempo tra gli oggetti che gli agenti della polizia di frontiera, diretti dal dirigente della V Zona della polizia di Frontiera, Antonio Del Greco e dal dirigente Rosario Testatiuti, sequestrano ai turisti che ritornano nei loro paesi di origine. Il fenomeno si verifica prevalentemente tra i passeggeri che si servono di compagnie aeree low cost, in particolare tra quelli che al termine del soggiorno nella capitale rientrano nei paesi del nord Europa. ECCO I REPERTI SEQUESTRATI Per tutti i passeggeri che vengono trovati in possesso di questi oggetti scatta una denuncia per furto in stato di libertà (10 negli ultimi 6 mesi) mentre i sampietrini vengono restituiti al Comune di Roma. "E' un fatto davvero curioso che si va ripetendo con una certa frequenza - ammette Del Greco - Questi sampietrini, antichi e moderni, e gli altri reperti archeologici sequestrati, tra cui anche alcune parti di mosaici di epoca romana, una pietra miliare e diversi frammenti di roccia vulcanica - prosegue il dirigente - nascosti tra gli indumenti e gli effetti personali all'interno dei bagagli, non sono rilevati al controllo radiogeno dai macchinari a cui sovrintendono gli addetti alla sicurezza aeroportuale". "E' grazie alla solerzia dei nostri uomini - sostiene a sua volta il vicequestore aggiunto della polizia giudiziaria, Roberto Mattei - in stretta collaborazione con il personale addetto alla sicurezza di Adr Security, se riusciamo a scoprirli". "Che i turisti lo sappiano, il patrimonio di Roma non si tocca. Siamo di fronte all'ignoranza più becera - commenta il sovrintendente ai Beni culturali di Roma Capitale, Umberto Broccoli - Posso capire il mito di Roma, ma facciano fotografie, comprino souvenir 'leciti' se vogliono portarsi via un ricordo. Intanto abbiamo largamente allertato le strutture della municipale che su questa cosa sono attentissime. Quando mi insediai, nel 2008, ricordo che due persone erano state fermate per il furto di un pezzo di capitello dai Fori Imperiali. Ma è una tendenza antica, nel Medioevo succedeva che la gente portasse via dei pezzi dalle Tombe dei Martiri e un papa disse 'prendete dei fazzoletti e metteteli a contatto con le tombe, così diventeranno delle reliquie'. Farò anch'io quest'appello ai turisti". (23 giugno 2012)