"Inutile accanimento terapeutico è meglio chiuderlo per un anno" «INUTILE accanimento terapeutico ». Una stanza di opere di Vettor Pisani dalla collezione di Giovanni e Anna Rosa Cotroneo al museo di Rivoli, una parte delle opere che posseggono, al Mart di Rovereto. E poi negli anni passati una mostra importante a Parigi, alla Mep, il Maison Europeenne de la Photographie, che esponeva i lavori più belli. Ma a Napoli, la loro città d'origine, niente. L'imprenditore e collezionista d'arte e sua moglie avevano già portato via dal Madre un'opera di Haim Steinbach. E ora una fotografia di Antonio Biasiucci, di uno dei suoi più intensi lavori, "Magma", è esposta a Sorrento alla mostra La Casa Madre, che ha messo insieme lavori di Paladino e Biasiucci, a cura dell'ex direttore del Madre, Cicelyn. Per loro insistere a lasciare aperto il museo «è accanirsi su un moribondo». «Ufficialmente non abbiamo ritirato le opere - dice Cotroneo - quella di Biasiucci è concessa in prestito dal Madre ed essendoci altre due mostre a lui dedicate a Sorrento, circolerà fino all'anno prossimo per poi tornare a casa: così sarà chiuso il rapporto con il Madre». Le hanno detto quali sono le prospettive del Madre? «Ho avuto uno scambio di mail con il presidente Forti e con Laura Cherubini, dichiarandomi disponibile a fronte di un chiaro quadro artistico e progettuale del museo. Cosa che non è avvenuta. L'intenzione di bandire un concorso internazionale finora non si è concretizzata ». A suo parere una politica attendista ma di continue restrizioni giova al museo Donnaregina? «L'immagine del Madre è talmente compromessa oggi come oggi, che la cosa migliore sarebbe chiuderlo per un anno, riorganizzarlo appena la situazione lo consente, con una grande mostra e un nuovo direttore e solo allora riaprirlo ». Quando è stato al Madre l'ultima volta? «Sei mesi fa, per la mostra di Melotti. Ma ora non intendo neanche più tornarci. Mi piangerebbe il cuore. Mi spiace come fruitore dell'arte, come persona di cultura e mi costerno per tutti quelli che ci hanno creduto e l'hanno voluto e oggi lo vedono disfarsi come neve al sole. Non voglio entrare nel merito di discorsi politici né gestionali, però credo che se i nostri politici capissero una volta per tutte che l'arte fa parte del nostro sistema economico e che la cultura è sviluppo e ucciderla come stanno facendo, è un delitto, forse qualcosa cambierebbe. A Roma stiamo vivendo una storia altrettanto triste e squallida al Maxxi. Credo che questo governo stia dando poca attenzione alla cultura, ed è un errore blu». (s.cer.)
NAPOLI - Giovanni Cotroneo, collezionista d'arte: immagine del Madre ormai compromessa
L'imprenditore e collezionista d'arte Giovanni Cotroneo e sua moglie Anna Rosa hanno deciso di non lasciare aperto il museo Madre di Napoli per un anno. Cotroneo ha affermato che l'accanimento terapeutico è inutile e che la chiusura del museo sarebbe meglio per la sua situazione. La decisione è stata presa dopo la mostra a Sorrento della fotografia "Magma" di Antonio Biasiucci, che è stata esposta al Madre. Cotroneo ha anche affermato che la politica attendista e le restrizioni al Madre non sono favorevoli al museo. Ha anche espresso la sua disapprovazione per il governo che, a suo parere, sta dando poca attenzione alla cultura.
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