Sarà la base tecnica di supporto per le regate del prossimo anno Inascoltate le richieste di Roma domani la verifica delle firme PER l'America's Cup 2013 hanno preferito via Caracciolo ma il Molo San Vincenzo, oltre a essere base tecnica di supporto alla kermesse, ha ancora altre chance. Può rinascere con una promenade che da via Acton, attraverso i giardini del Molosiglio, giunge all'antica Darsena e più giù, fino al faro. Una passeggiata che da Castel dell'Ovo segue la linea del mare e apre strade mai viste prima, fino ad oggi off limits perché territorio della Marina militare. Mercoledì è in discussione il piano regolatore del Porto di Napoli, il progetto sarà sottoposto al Comitato portuale e si deciderà del restyling del Molo. Per i lavori servono 240 milioni, risorse da prelevare dai fondi Pon-Fesr 2007-2013, in carico alla Regione. Così la storica darsena potrà cambiare volto e finalmente essere accessibile alla città. Il sindaco Luigi de Magistris lo aveva anticipato venerdì: «Sarà il supporto delle regate del maggio 2013, l'intenzione è quella di aprilo alla città. Obiettivo difficile ma non impossibile ». C'è un piano per riqualificare le banchine, consentire l'ormeggio di grandi navi di diporto, c'è un progetto di restauro conservativo per rimettere a nuovo il bacino di raddobbo storico. Più navi da ormeggiare, più attrezzature per renderlo moderno. Ma la vera novità sarà entrarci dentro: saranno aperti percorsi pedonali e attivati collegamenti stradali tra via Acton e il Molo, prevista la riqualificazione della strada carrabile che porta alla darsena. I suoli sono per una parte in disponibilità dell'Autorità portuale, per un'altra sono in uso alla Marina militare, in seguito potranno essere acquisiti dall'Autorità portuale. «La Marina lascerà la zona entro il prossimo anno - spiega Emilio Squillante, segretario generale dell'Autorità Portuale di Napoli - ma l'accordo prevede che andrà via gradualmente, quindi ci consentirà di cominciare i lavori. Purtroppo il Molo non è adatto per ospitare le regate di maggio, è all'interno del porto ma potrà ospitare di sicuro qualche team, i grandi yacht e offrirsi come base tecnica di supporto». Di parere contrario, l'urbanista Giulio Pane: «Le regate potevano svolgersi al Molo San Vincenzo afferma l'architetto - Facciamo qualcosa di duraturo per la città, non solo eventi effimeri. Attrezziamo il molo, dotiamolo di un impianto elettrico, gli yacht hanno bisogno di acqua e elettricità, lì manca tutto». Non è l'unico a chiedere un intervento definitivo. È favorevole a lavori strutturali anche il presidente della Municipalità di Chiaia Fabio Chiosi: «C'è bisogno del recupero del territorio in maniera permanente nell'anello Caracciolo- Riviera di Chiaia- via Partenope. Non come la Coppa Davis: si costruisce uno stadio bellissimo in riva al mare ma poi lo si smonta, è uno spreco di soldi. Bisogna intervenire sull'asfalto stradale del lungomare, recuperare la pavimentazione dei marciapiedi in condizioni pietose, intervenire sulla Villa». Il villaggio, il prossimo anno, potrebbe nascere sul lungomare pedonalizzato, non più in Villa. Un cambio di registro sarebbe necessario anche per l'indotto economico «che lo scorso anno non ha funzionato affatto». D'accordo anche gli albergatori. «Che l'America's Cup si tenga a via Caracciolo o in periferia non importaconclude Salvatore Naldi, presidente Federalberghi Napoli - sarà fondamentale fare interventi duraturi e non spot effimeri». Intanto, resta il nodo della rimozione della scogliera. L'orientamento è quello di rimuovere comunque la parte affiorante, come vuole il parere vincolante della soprintendenza e sperare che gli americani la accettino così. È l'unica possibilità per non rifare i lavori.