Lampioni, pensiline e le panchine "balneari" di San Domenico Dopo un anno di polemiche e lavori. La Gabellini: costi lievitati PIAZZA Minghetti riapre in sordina. La storica piazza, da quasi un anno chiusa per il restyling, riaprirà mercoledì o al massimo giovedì di questa settimana, ma l'inaugurazione ufficiale slitta in avanti, in attesa che finiscano i lavori per il restauro della facciata della Carisbo e di piazza del Francia. Nel frattempo anche i costi sono lievitati, dagli iniziali 1,4 milioni stanziati dai privati. «Sono aumentati un bel po' quelli a carico degli sponsor, ma anche il Comune ci ha messo del suo» dice l'assessore all'Urbanistica Patrizia Gabellini. Ecco il viaggio attraverso i restauri delle piazze storiche, dalle panchine metalliche di piazza San Domenico, ai lampioni a goccia di via del Pozzo, vicino Santa Cristina. PIAZZA Minghetti riapre in sordina. La storica piazza, da quasi un anno chiusa per il restyling (correva il mese di luglio 2011 quando s'avviò il cantiere), riaprirà mercoledì o al massimo giovedì di questa settimana, ma l'inaugurazione ufficiale della "nuova piazza Minghetti" slitta in avanti, a data da destinarsi, in attesa che finiscano i lavori per il restauro della facciata della Carisbo e di piazza del Francia. Nel frattempo, oltre ad essersi accese polemiche per il taglio degli alberi, anche i costi sono lievitati. Agli 1,4 milioni inizialmente stanziati dagli sponsor, il 50 dalla Banca di Bologna e il restante da Fondazione Carisbo e Cassa di Risparmio, si sono aggiunti fondi sia dei privati che del Comune. «C'è stata una variante in corso d'opera, e il conguaglio è stato un momento importante. Sono aumentati di un bel po' i costi a carico degli sponsor, e anche il Comune ci ha messo del suo, in maniera minore, per superare alcuni intoppi», spiega l'assessore all'Urbanistica Patrizia Gabellini. Nel mezzo, le polemiche sul taglio della magnolia rosa e di dodici pruni, e la variante richiesta dalla Soprintendenza, il cui nullaosta è arrivato a cantiere iniziato, costringendo a cambiare il progetto. «Ormai siamo alla fine, anche se voglio essere prudente dice lei perché questo progetto è stato caratterizzato da una certa complessità decisionale e operativa, dovuta ai tanti soggetti coinvolti, i privati, la direzione dei lavori esterni e il coordinamento coi tecnici comunali». Complicazioni che hanno reso necessari anche una serie di nullaosta sulle strutture: «Basti pensare alle pensiline del bus, che sono strutture architettoniche diverse da quelle classiche, e hanno avuto bisogno di verifiche». Così come sono stati necessari permessi per la pedonalizzazione dell'area, con la cancellazione di venti posti auto. Senza contare le polemiche per il taglio degli alberi, che ha costretto la giunta a ripiantare due magnolie, donate dal vivaio Ansaloni, e a produrre una variante sul progetto. «Il primo progetto non andava bene - ammette la Soprintendente Paola Grifoni -, ma ora aspetterei a condannare la piazza. Per me ora sarà più bella di prima. Anche perché non aveva più nulla di ottocentesco, era anzi un ricettacolo di degrado, nascosta e chiusa com'era. Gli alberi stessi non erano affatto storici, ma introdotti successivamente. Senza quelle piante sarà più visibile la facciata degli edifici delle poste e della Carisbo, che sono bellissimi».
BOLOGNA - Riapre piazza Minghetti. Viaggio negli arredi urbani che fanno discutere.
La piazza Minghetti di Bologna è stata chiusa per il restyling e il restauro della facciata della Carisbo e di piazza del Francia. Il progetto è stato caratterizzato da polemiche e complicazioni, con aumenti dei costi e variante richiesta dalla Soprintendenza. La piazza è stata riaperta in sordina e l'inaugurazione ufficiale è stata posticipata. I lavori hanno comportato la cancellazione di venti posti auto e la pedonalizzazione dell'area. La Soprintendente Paola Grifoni ha espresso soddisfazione per il risultato finale, che è considerato più bello di prima. I costi del progetto sono stati aumentati, con contributi sia dei privati che del Comune.
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