Caro sindaco, rilevo l'ennesimo esempio di inaccettabile superficialità, segno di incompetenza storica, culturale, urbanistica e di insensibilità religiosa, messo in atto nell'ultimo mese dalla passata amministrazione civica che spero tu possa risolvere in positivo assieme ad altre analoghe situazioni. Si tratta della collocazione in piazza San Frediano sulla linea dei numerosi paletti metallici, orrendi per altezza e qualità, del "pilomat" e dell'annesso semaforo che deturpano oltre ogni limite la piazza e la splendida basilica di San Frediano capolavoro del romanico italiano ed europeo e impediscono agli amanti del bello, turisti e non, di fotografare la chiesa. Occorre a Lucca rivedere totalmente il problema dell'arredo urbano, che brilla per improvvisazione, senza linea progettuale adeguata ad una delle città storiche più belle d'Europa. Come altri esempi di arredo sciatto e insignificante nonché decisamente brutto, con richiami presupponenti al post moderno, ricordo le recenti "sistemazioni" di piazza San Francesco e piazza degli Scalpellini. A Lucca basta togliere tutta una serie di orpelli segnaletici ridondanti, abnormi, seguire una progettazione unitaria per l'illuminazione, per le sedute, per le fioriere, per le insegne, per i colori, per gli arredi dei pubblici esercizi, che non possono essere quelli delle pizzerie di campagna "very typical", etc. e il volto della città ritrova una sua misura equilibrata e coerente. Le esigenze segnaletiche veicolari devono essere ponderate e non a libero esercizio numerico, pletorico e addirittura ripetitivo. Nella zona a traffico limitato, esempio sommo via Fillungo, regolamentare l'accesso ai veicoli commerciali, che corrono ad ogni ora del giorno e della notte ovunque (l'amministrazione Lazzarini realizzò fasce orarie rispettate rigorosamente da tutti sotto controllo della Polizia municipale, poi il caos). Per questo carosello la qualità dell'aria è pessima e comparabile a quella di Milano, Roma, Bologna,Torino, Napoli, nel centro storico. Non parliamo della circonvallazione e degli altri quartieri ove la questione è irrisolta da trenta anni per carenza di opportuna viabilità (ricordo negli anni Ottanta del Novecento un assessore che a me rispose a proposito della urgenza di realizzare una tangenziale di Lucca: «non si poteva prevedere un incremento di traffico di tale genere». Alle competenze della Soprintendenza come possono passare questi esercizi di bell'ingegno? Italia Nostra è da sempre meritevole per battaglie di cultura e civiltà, ma non basta. Occorre che sia la municipalità a guidare e controllare ogni operazione, che deve essere rispettosa del volto delicato, stratificato nei secoli, mirabile, da tutelare e valorizzare anche per sviluppi di flussi turistici che possono contribuire "senza assalti a frotte" anche all'economia cittadina. Un cenno alle Mura, insigne monumento, biglietto da visita della città nel mondo. È inconcepibile come non siano ancora patrimonio dell'umanità nella lista Unesco. Questo per precise volontà delle amministrazioni, inconcepibili, assurde, pretestuose e mistificanti. Sono testimone di rapporti con l'allora vice direttore dell'Unesco, prof. Georges Zouain, che in visita a Lucca, disse non esistere il problema di valutazione per Lucca - la città intera - non solo le Mura, patrimonio dell'umanità, bastava solo inoltrare da parte del Comune la documentazione al ministero per i Beni e le Attività culturali, che poi trasmette a Parigi. Tutto mi è stato confermato dall'assessore regionale alla cultura e turismo Cristina Scaletti. Caro sindaco, ti faccio tanti cari auguri di buon lavoro in una situazione che hai trovato assai difficile, vi sono tante altre cose di cui parlare, questo è solo un cenno di vicinanza e augurale per la tua amministrazione, che può ricollocare Lucca al posto che si merita in ambito culturale europeo.
LUCCA - Orribile l'arredo del centro storico
Il testo è una lettera di un cittadino a un sindaco di Lucca, in cui si lamenta di diverse situazioni urbanistiche e culturali nella città. Il testatore critica la collocazione di un semaforo e di un "pilomat" in piazza San Frediano, che secondo di lui sono brutti e dissonanti con la bellezza della piazza e della basilica di San Frediano. Inoltre, si lamenta dell'arredo urbano sciatto e insignificante, della mancanza di una progettazione unitaria e della presenza di segnaletici ridondanti e brutti. Il testatore richiama anche l'attenzione sulla qualità dell'aria nella zona a traffico limitato e sulla mancanza di una viabilità adeguata.
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