Agibili tutte le strutture pubbliche: municipio, centro sportivo, ospedale Destra Secchia e discarica Il sindaco: abbiamo solo tre persone sfollate, cui pensiamo di assegnare un alloggio popolare Pieve non è tra i comuni più colpiti dal sisma. Ma i danni, ci sono, come ovunque. È un mese, infatti, che il sindaco di Pieve, Andrea Bassoli, gira in lungo e in largo per il paese per controllare quali e quanti lesioni abbia provocato il sisma, per tranquillizzare la gente ancora traumatizzata, per capire come venirne fuori da questa ansia che ti sveglia ad ogni piccola scossa. Le preoccupazioni maggiori sono per la chiesa parrocchiale, uno splendido edificio in facciavista di epoca romanica (datato 1082) eretto dalla contessa Matilde di Canossa. Certo, se si guardano le foto della chiesa di Bondeno o di Moglia, sventrate, su questa sembra non sia nemmeno passato il terremoto. Intatto pure il campanile, che comunque è stato rifatto negli anni Trenta del Novecento. «Incredibilmente le chiese del Mille hanno retto perché tutte edificate su fondamenta molto solide - spiega il parroco, don Marco Bighi - In compenso è crollato il Settecento». Le lesioni invece ci sono: una profonda crepa nella volta della navata e una serie di fessurazioni nelle cinque arcate laterali, che sono state tutte puntellate. Ia chiesa è stata dichiarata inagibile a tempo indeterminato (nei primi due-tre giorni di emergenza era stato chiuso per precauzione anche il circolo Acli, subito dopo riaperto). Sia il parroco che il sindaco concordano sul fatto che la pieve matildica verrà recuperata. «Dobbiamo ancora fare progetti - spiega don Marco - mi hanno parlato di interventi con siringhe di silicone in grado di riempire le fessure e bloccarle con la forza del cemento. Servono poi quattro tiranti sul presbiterio e altri due o tre sui muri che reggono il colonnato». Il Comune - dichiara il sindaco - sicuramente parteciperà alla spesa di riparazione per quanto potrà. «Caro don, appena sarà possibile, ci metteremo intorno a un tavolo e cominceremo a fare due conti». Con la chiesa chiusa, comunque, la messa viene regolarmente celebrata all'oratorio, che è del tutto agibile. Aperti pure gli altri edifici pubblici: scuole (asilo nido, materna, elementare), municipio, centro sportivo. È stato necessario effettuare solo qualche tamponatura ai pannelli del soffitto in archivio comunale - spiega Bassoli - e dovrà essere ripresa qualche piccola crepa nel campanile della chiesetta del cimitero. Per quanto riguarda le abitazioni private, trentuno sono state in tutto le richieste di verifica tecnica, tre le inagibilità dichiarate ed altrettanti gli sfollati, tutti anziani (una coppia e una donna sola) che vivevano in vecchie case di campagna. «Per queste persone, visto anche che sono poche - va avanti il sindaco - ci stiamo organizzando per far avere loro un alloggio comunale. Intanto sono ospiti da parenti». Un campo di accoglienza è stato installato nel centro sportivo comunale, ma solo nei primi due-tre giorni «e più che altro per dare un punto di riferimento sicuro alle tante persone spaventate, che non volevano rientrare nelle loro abitazioni». Anche se non di diretta competenza del Comune, sono stati compiuti inoltre accurati controlli sull'ospedale Destra Secchia e sull'impianto di trattamento rifiuti. «L'ospedale non ha praticamente subito danni - dice ancora il sindaco - L'edificio, inaugurato in epoca recente, nel 1997, ha retto bene alle sollecitazioni del movimento sismico. Così pure la discarica, struttura che ha circa trent'anni. I tecnici Tea hanno compiuto diversi sopralluoghi e sembra che sia tutto a posto». «Nella sfortuna della tragedia, Pieve e i suoi cittadini sembrano essere stati risparmiati da questo evento tanto drammatico quanto inaspettato». Lo scrive il sindaco, in una lettera che subito dopo il sisma ha fatto arrivare in tutte le case. «Avevamo pensato - scrive - agli argini e al Po, alla messa in sicurezza delle strade. Al terremoto però non eravamo preparati. Ma abbiamo reagito e non ci siamo mai persi d'animo».