Nuovo canale, lo studio in Comitatone a fine luglio VENEZIA - I fumi neri delle ciminiere delle grandi navi raccontati in 52 scatti inviati ieri alle autorità e il progetto dell'ampliamento del terminal di San Basilio. Sono i due volti della querelle sulle grandi navi. Il dossier è quello raccolto dai cittadini e inviato a tutti, Procura compresa. Il progetto è quello depositato in commissione di Salvaguardia e la cui discussione è fissata per il 5 luglio. A detta dell'Autorità portuale il progetto in questione è un semplice restauro di un immobile fatiscente degli anni '30, un tempo deposito di cotone e oggi usato per metà come magazzino. Il fronte del Comitato No grandi navi chiede spiegazioni: il Comune sa cosa sta accadendo a San Basilio in contrasto con i piani comunali? A intervenire è anche Stefano Boato, docente di Progettazione urbanistica all'Iuav e membro della Salvaguardia. «Negli anni con la volontà di aprire la città al canale della Giudecca a Santa Marta si sono demolite le mura di sbarramento di fronte alle case e riqualificati i vecchi magazzini a università - scrive in una nota inviata anche a Ca' Farsetti - un recente progetto dell'Autorità portuale vuole riqualificare il vecchio grande capannone a San Basilio raddoppiandone la funzione di stazione passeggeri nella metà ora usata a magazzino vanificando così quanto fatto fino a oggi». Le carte protocollate in Salvaguardia prevederebbero anche che il traffico si sdoppi: nei nuovi spazi le imbarcazioni in uscita e alle banchine Isonzo I e II quelle in entrata. «C'era un vecchio progetto di sviluppo che non è più strategico e quindi è fuori budget 2013 - spiega il presidente di Venezia terminal passeggeri Sandro Trevisanato - San Basilio è una vecchia stazione, non permette l'ingresso delle nuove navi, noi puntiamo tutto sullo sviluppo della Marittima 2 a Fusina». Nella cassa di colmata A, da progetto depositato nel 2007, potrebbero attraccare 3 navi di ultima generazione, ossia quelle da 5 mila passeggeri. «Restaureremo i terminal 109 e 110 ma non investiamo di più a San Basilio - conclude - il mercato subisce la crisi e quest'anno teniamo, senza però le crescite degli ultimi 10 anni». Di fronte alle dichiarazioni di Vtp che smentiscono investimenti così importanti e alle preoccupazioni di Boato e ambientalisti, l'ex Verde Beppe Caccia, ora In Comune, chiede chiarimenti alla giunta in un'interrogazione che sarà protocollata oggi. «Il Porto non può agire come un ente separato dalla città e deve iniziare a confrontarsi - dice - servono spiegazioni sui progetti depositati in Salvaguardia sconosciuti all'amministrazione». Senza contare che si attendono gli sviluppi dei piani di estromissione dal Bacino delle grandi navi. Lo studio di massima del nuovo canale potrebbe essere valutato dal Comitatone a fine luglio (non c'è ancora una data decisa), la sede in cui il Magistrato vuole anche capire, ammesso che ci sia un libera, se ci sono i finanziamenti per proseguire con gli studi e la progettazione di massima. Oltre a lanciare l'allarme per il futuro di Santa Marta ieri il Comitato No grandi navi ha reso pubblico un dettagliato dossier in cui si mostra l'inquinamento dell'aria prodotto dalle crociere che passano per il bacino di San Marco. «Portare le navi in Marittima dal canale dei Petroli o a Mar-ghera non cambierà questo dato di fatto - dice il Comitato - il Porto dice che con l'alimentazione elettrica da terra l'inquinamento all'ormeggio sparirà ma al momento c'è solo lo studio di fattibilità per 4 banchine». Gli ormeggi però sono 6 e, sostengono gli ambientalisti, a breve diventeranno 7. Quando poi i traghetti per la Grecia andranno a Fusina ce ne saranno 9. «Cinque navi continueranno a scaricare 72 tonnellate di anidride, 1,5 di ossido di azoto e 1,23 di ossido di zolfo ogni io ore», concludono i No Navi.
Grandi navi, San Basilio si amplia. Ca' Farsetti fermi il progetto
Il Comune di Venezia sta affrontando una querelle sulle grandi navi, con il progetto di ampliamento del terminal di San Basilio in discussione. Il progetto, depositato in commissione di Salvaguardia, prevede la riqualificazione del vecchio grande capannone e la creazione di nuovi spazi per le imbarcazioni. Tuttavia, il Comitato No grandi navi ha sollevato preoccupazioni sull'inquinamento dell'aria prodotto dalle crociere che passano per il bacino di San Marco. Il Porto di Venezia ha risposto che con l'alimentazione elettrica da terra l'inquinamento all'ormeggio sparirà, ma gli ambientalisti sostengono che ci sono ancora problemi.
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