La riapertura della nuova Tosio Martinengo? Arcai e Labolani: «Rallentamento per mancanza di fondi» La bella incompiuta torna a far parlare di sé. Ma non svela la data in cui si offrirà nel suo rinnovato splendore allo sguardo dei bresciani. Uno strappo alla regola è stato fatto ieri per la Commissione cultura della Loggia, che ha potuto varcare la soglia della Pinacoteca Tosi Martinengo e addentrarsi nel cantiere per toccare con mano lo stato di avanzamento dei lavori: i primi 2 milioni 200 mila euro stanziati dal Comune sono stati assorbiti dai lavori di consolidamento della struttura e realizzazione dei nuovi impianti tecnologici (pozzo geotermico, climatizzazione), dal rifacimento della copertura e consolidamento delle volte, dal restauro dei decori e degli elementi lignei del piano nobile di palazzo Martinengo da Barco, sede storica delle collezioni civiche. Per settembre verrà terminata la prima tranche dei lavori, cui manca solo il posiziona-mento degli intonaci, il completamento degli impianti elettrici e dei pavimenti al primo piano. Poi si dovrebbe passare all'allestimento vero e proprio, con le opere murarle interne, il secondo lotto di impianti tecnologici, l'impianto illuminotecnico, per cui servono altri 3 milioni di euro. E in terza battuta ci si dovrebbe occupare del rifacimento del giardino, caffetteria, allestimento del piano terra per altri 2,7 milioni di euro. SE CI FOSSERO le risorse, queste due ulteriori tranche potrebbero essere completate in 15 mesi, consegnando la Pinacoteca alla fruibilità pubblica. Ma i soldi non ci sono, e si rimanda sine die, come spiega l'assessore alla Cultura Andrea Arcai: «Avevamo programmato una serie di investimenti, poi vanificati dalla riduzione drastica dei dividendi A2A, che ci ha costretto a spostare risorse per coprire la parte corrente». «Durante i cantieri sono emerse situazioni non previste - aggiunge l'assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani -: abbiamo deciso di rallentare per valorizzare il lavoro scientifico, e per poter destinare fondi anche ad altri progetti culturali, come la sala dei cavalieri in Broletto, la Loggia e la Pallata». Ne Arcai né Labolani si avventurano a proporre una data per la riapertura della Pinacoteca (è certo però che non sarà nel 2013), pure incalzati dal consigliere Alberto Martinuz del Pd, che ha evidenziato il rischio «che l'intera operazione si blocchi, se le somme a bilancio non ci sono». E dire che il progetto di allestimento è già pronto, ideato dallo studio dell'architetto torinese Andrea Bruno (lo stesso che ha progettato il restauro del Castello di Rivoli). L'IDEA è quella di far dialogare la piazza Moretto, su cui affaccia la Pinacoteca, con il giardino del palazzo all'estremo opposto, creando un continuum longitudinale che ha il cuore pulsante nella dimora settecentesca che ospiterà le collezioni. A piano terra ci sarà il punto accoglienza, il bookshop, la sala riunioni e mostre temporanee, più 10 sale espositive per la storica raccolta conte Tosio, con i celebri Raffaello, ma anche opere finora nei depositi come quelle di Hayez e Canova. Il porticato del cortile interno, chiuso da vetrate, diventerà parte dello spazio espositivo e ospiterà gli affreschi di Lattanzio Gambara e del Ferramola, che non temono la luce del sole. Più ad est, nel giardino, verrà realizzata una caffetteria vetrata e ampliati gli spazi didattici con un dehors a serra. Il primo piano accoglierà i visitatori con un salone centrale dedicato alle pale d'altare, da cui si dipartiranno due grandi blocchi espositivi: a sinistra la pittura bresciana del Quattro-Cinquecento, con la "Sistina bresciana" che mette a confronto le opere di Moretto e Romanino, a destra le collezioni di pittura del Sei-Settecento di varia provenienza, completate dalla sala del Pitocchetto, che nel percorso circolare si pone idealmente in dialogo con i pittori bresciani del Cinquecento, da cui Ceruti fu effettivamente influenzato. Fra stucchi, volte affrescate, pavimenti in seminato veneziano lo spettatore potrà percepire la godibilità del palazzo com'era un tempo, abbinata però astrumenti tecnologici come il tavolo multimediale touch screen che illustra tutte le opere. I quadri esposti raddoppieranno, passando da 110 a 240. Ma non è dato sapere - noblesse oblige - quando sarà possibile tornare ad ammirarli.
Brescia. Ecco come sarà il nuovo volto della Pinacoteca. Ma le risorse sono finite
La Pinacoteca Tosi Martinengo di Brescia è stata visitata dalla Commissione cultura della Loggia per valutare lo stato di avanzamento dei lavori di riapertura. I primi 2 milioni 200 mila euro stanziati dal Comune sono stati assorbiti dai lavori di consolidamento della struttura e realizzazione di impianti tecnologici. La prima tranche dei lavori dovrebbe essere terminata a settembre, ma il posizionamento degli intonaci, il completamento degli impianti elettrici e dei pavimenti al primo piano sono ancora da realizzare. Le risorse per le due ulteriori tranche sono insufficienti, quindi si è deciso di rallentare i lavori per valorizzare il lavoro scientifico e destinare fondi ad altri progetti culturali.
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