Oggi Segre celebra due decenni di Fondazione In vent'anni 135 milioni, ma ora si taglia VENEZIA Il tono è quello solito, molto british. Ma le parole sono chiare, di fronte ai "vari consigli» di chi vorrebbe «opere vere» all'M9: da ultimo l'assessore al Turismo Roberto Panciera che aveva proposto di farne «una sede espositiva della Biennale». E rivelano una sorta di «Mestre pride». «All'M9 non esporremo i fondi di magazzino di Venezia, non sarebbe dignitoso», dice Giuliano Segre, presidente della Fondazione di Venezia, che tramite la società Polymnia ha progettato l'intervento da 100 milioni di euro che cambierà il volto urbanistico e culturale del centro di Mestre. Quel museo del Novecento Segre se lo immagina diverso. «Più Gardaland che museo - dice ripetendo un'immagine che va a colpo sicuro - più che un curatore di musei ci vuole uno scenografo da cinema». Il presidente non vuole quadri appesi, come ha più volte sostenuto. «Presenteremo il Novecento attraverso le immagini, stiamo raccogliendo fondi fotografici e abbiamo una collaborazione anche con la Rai, poi ci saranno informatica e 3D - continua - Saremo una sorta di "editore" che produce cose fruibili dal visitatore». Oggi alla Fenice, presenti anche il ministro del Welfare Elsa Fornero, il viceministro Mario Ciaccia e il sottosegretario Roberto Cecchi, la Fondazione festeggia i 20 anni. E il «regalo di compleanno» è stata l'approvazione da parte della giunta Orsoni della convenzione urbanistica sull'M9. «Siamo soddisfatti, ma era un adempimento obbligatorio - taglia corto Segre - il progetto esecutivo è pronto, non appena la convenzione passerà in consiglio comunale partiremo con le gare». Segre, dopo aver negato qualsiasi dissidio con Orsoni («non abbiamo nessuna difficoltà personale»), non nasconde però che quando c'era Massimo Cacciari la situazione era un po' diversa. «C'era un altro assessore all'Urbanistica, Gianfranco Vecchiato, molto affezionato a questo progetto - continua - comunque l'M9 era nel programma di tutti i partiti». Quanto ai punti critici delle ultime due settimane prima i parcheggi, poi l'apertura del Marzenego il presidente della Fondazione ostenta tranquillità. «Il progetto di M9 ha oneri di urbanizzazione per circa un milione, li dovevamo dare per la pavimentazione di via Poerio, ma se non serve più faremo altro o possiamo anche darli direttamente al Comune - spiega - La questione dei parcheggi invece andrà rivisitata, forse è stato sottovalutato il fatto che ci troviamo in una piena Ztl. Di certo non vanno bene parcheggi in capo al mondo». Ogni riferimento alle Vaschette è puramente casuale... Oggi Segre farà il punto di vent'anni di attività, da quel 23 giugno 1992 in cui la Cassa di risparmio di Venezia, allora ente pubblico, si scisse in due. Da allora la Fondazione ha distribuito quasi 134,7 milioni di euro tra istruzione, ricerca e arte. Di questi, 28,7 milioni sono andati alle università, 13,4 alla Fenice («circa un milione all'anno, ma quest'anno non siamo nelle condizioni di dare una cifra simile»), 6,6 alle fondazioni sul territorio, 4,9 alla Querini Stampali Proprio il presidente di quest'ultima, Marino Cortese, aveva lamentato i tagli, ma Segre risponde per le rime: «I nostri progetti li hanno sempre rifiutati e non ci hanno mai proposto nulla, forse pensavano che il nostro fosse un "dono obbligatorio"». A rischio anche il progetto «Giovani a teatro». «Gli appelli che ho letto nei giorni scorsi, anche dall'interno della Fondazione, non servono - taglia corto - ci ragioneremo su».