Ieri mattina sopralluogo del sindaco Mangano e della responsabile del Parco Archeologico del Simeto, Lamagna Proteggere lo scavo sulla collina storica, a qualunque costo, anche se questo dovesse comportare l'amara scelta di ricoprire il tutto. All'indomani della notizia dell'atto vandalico a danno dello scavo archeologico, posto davanti la chiesa di Cristo al Monte, sulla collina storica, il sindaco Mauro Mangano, insieme al responsabile del Parco Archeologico del Simeto, Gioconda Lamagna, ha effettuato un sopralluogo, ieri mattina. Ad accompagnarli il dirigente dell'ufficio Lavori pubblici, l'ingegnere Domenico Amodeo e il responsabile regionale giovani dell'associazione SiciliAntica, Giuseppe Barbagiovanni. «Non è detto che chiuderemo il sito - afferma il sindaco, Mauro Mangano -. Stiamo valutando diverse ipotesi, tra queste quella di rendere accessibile il sito stesso. E' chiaro che la copertura attuale non funziona. L'obiettivo fondamentale - continua il sindaco Mangano - è proteggere il bene. E' ancora prematuro lanciarsi in ipotesi, tutto resta in funzione anche della disponibilità economica e della fattibilità dei progetti pensati». La chiusura, dunque, del sito non è ancora certa, ma tra le ipotesi resta, purtroppo, in pole position. Ribadiamo il purtroppo, perché la privazione del bene rappresenterebbe un salto indietro nella crescita culturale, nella conquista che anni fa era stata fatta, quando si decise di lasciare quel reperto visibile alla città. Certo la dimenticanza immediatamente successiva dell'Amministrazione comunale del tempo hanno reso il luogo, comunque, non fruibile. Per certi versi, oggi, scegliere di chiudere, potrebbe anche rappresentare una sconfitta nei confronti di vandali e incuria che hanno reso questo luogo, come altri in città, in queste condizioni. Lo scavo indubbiamente va protetto; i reperti (ricordiamo si tratta di tre arcate di una cisterna e una porzione di pavimento d'epoca ellenistica), sono vittime non solo dei vandali ma anche della folta vegetazione che sta crescendo all'interno dello scavo stesso. Ieri mattina è stato riscontrato un lento deterioramento che va subito arrestato, bisogna solo capire come e a quale prezzo. Certo che se per preservare tutti i beni archeologici sparsi per il mondo si scegliesse di chiuderli, la cultura sarebbe privata di tante bellezze. E ieri mattina si è parlato anche della chiesa di San Francesco, il cui annesso convento, attende ancora un corposo finanziamento; per spostarsi, per un sopralluogo al castello normanno, per poi tornare a parlare del trasferimento, proprio sulla collina storica, del museo archeologico. In quest'ultimo caso si attende il via libera della Regione. Mary Sottile 22062012