Tra il Tardo antico e il Medioevo le città cambiano profondamente. Organizzazione degli spazi e funzioni si modificano. Eppure questo passaggio rappresenta il momento più problematico e meno conosciuto dagli studiosi, perché sono pochi i dati acquisiti. A fare luce su questo argomento ci prova un convegno che, inaugurato ieri nell'auditorium del museo archeologico regionale «Paolo Orsi», si concluderà domani mattina. «From polis to madina. La trasformazione delle città siciliane tra tardo antico e altomedioevo», il titolo della tre giorni di studi, confronto e aggiornamento affidato a studiosi, docenti universitari e funzionari di Soprintendenze. Tutti insieme per provare a riavviare e rinnovare la riflessione intorno ai processi di trasformazione delle città siciliane, con particolare riferimento all'arco cronologico che dal V-VI secolo si spinge fino all'età islamica. Il periodo indicato consente di affrontare il tema delle trasformazioni urbane secondo una prospettiva storiografica più aggiornata che ha sottolineato la necessità di un approccio meno segmentato, in considerazione dell'esistenza di notevoli elementi di continuità tra l'età bizantina e l'età islamica. Una prospettiva che, nel caso urbano, implica una riflessione su fasi spesso scarsamente documentate, la cui comprensione risulta determinante per l'analisi della fine della città classica e la nascita della città medievale. Ieri, sono stati avviati gli interventi sull'argomento: «Nel periodo preso in considerazione - ha spiegato Lucia Arcifa, dell'Università di Catania - Siracusa ha sempre mantenuto il suo ruolo importante di capitale, intrattenendo, come del resto altre città siciliane, un legame forte con Costantinopoli». Nel pomeriggio di ieri si è poi parlato di Ragusa e Catania. Oggi sarà la volta di Messina, Enna, Caltanissetta, Agrigento e Trapani. Si concluderà domani con Palermo. Il convegno è organizzato dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, dai Dipartimenti Disum e Scienze della Formazione dell'Università di Catania con il museo archeologico regionale «Paolo Orsi». Paola Altomonte 22062012