IL PIANO paesaggistico della Puglia, primo piano in Italia, sarà il nuovo e fondamentale strumento di pianificazione e dovrebbe essere la guida fondamentale per le pianificazioni comunali. Va consequenzialmente rilevato che non soltanto è il primo Piano paesaggistico in Italia che regolamenta il paesaggio conoscitivamente, ma deve considerarsi anche quale primo Piano paesaggistico regionale, che dà materiale attuazione all'articolo 9 della Costituzione. Sono certo che questa primarietà è anche la più importante perché apre la via alla "governance" pubblico-privata del territorio che dovrebbe essere il vanto principale della giunta regionale pugliese e del suo assessore. Il Piano paesaggistico della Regione Puglia fa assumere il primo grado di livello nazionale e costituzionale ai piani di seconda generazione rispetto alla legge 115042, laddove il Pug (Piano urbanistico generale) si eleva a strumento riformista nazionale che dovrà essere condiviso da attori pubblici e privati nonché dagli operatori economici. Il Piano pugliese è destinato ad insegnare a tutti gli attori e comunque al contesto sociale dei comuni il significato di "governance" e di conseguenza la necessità politica alla partecipazione. La Regione Puglia ha voluto porre il via all'insegnamento democratico della gestione del potere interpretando proprio i contenuti di uno dei concetti fondamentali della Costituzione. Si può affermare che la Regione Puglia ha superato lo stile del "government" delle economie pianificate in favore della "governance" delle economie di libero mercato. Sta forse rottamando qualcosa? È anche vero, ma non deve spaventare, che la situazione attuale dei propositi di "governance" corrisponde ad una rottura epistemologica quasi drammatica nell'approccio dell'assetto urbano e territoriale. La rarefazione dei fondi pubblici e la situazione estremamente preoccupante, nel terziario finanziario, di numerosi paesi europei sviluppati sembrano esigere un ricorso crescente al settore privato per le nostre città. Essere educati alla "governance" attraverso la conoscenza diffusa nel contesto sociale di una disciplina del paesaggio regionale potrebbe anche evitare il rischio di una perdita di potere e di una deregulation non governabile che noi tutti potremmo pagare a caro prezzo nei prossimi anni. Lo sviluppo economico è uno dei problemi chiave che le città devono affrontare per le loro stesse necessità ed il dibattito europeo sulla deindustrializzazione corrisponde certamente a questa posta in gioco considerevole. Anche se l'industria cambia natura e forma, non si può continuare con la forte perdita di posti di lavoro, come negli ultimi dieci anni durante i quali si è accettato il postulato che le città devono svilupparsi unicamente attraverso il terziario, il commercio, il turismo. Nascono quindi spontanee le considerazioni che i territori urbani hanno bisogno del carburante industriale per ricostituire una logica economica pertinente tra tanti diversi e nuovi settori della produzione. ingegnere
BARI - PIANO PAESAGGISTICO PUGLIA PERCHÉ DIVENTA LABORATORIO
Il Piano paesaggistico della Puglia è stato approvato e rappresenta un passo importante nella pianificazione e gestione del territorio. È il primo Piano paesaggistico in Italia a regolamentare il paesaggio conoscitivamente e deve essere considerato anche come Piano paesaggistico regionale, che dà materiale attuazione all'articolo 9 della Costituzione. Il Piano pugliese è destinato a insegnare ai comuni e al contesto sociale la necessità di "governance" e di partecipazione. La Regione Puglia ha voluto promuovere la "governance" delle economie di libero mercato, superando lo stile del "government" delle economie pianificate.
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