All'asta fabbriche dismesse, palazzi, appartamenti e terreni, ma la congiuntura scoraggia eventuali compratori LA SEDE Gtt di corso Francia, l'area su cui sorgerà la centrale elettrica Iren in strada Basse di Stura, la sede dello Csea, ormai fallito, in strada Altessano. Più una ventina di alloggi di varie metrature e qualche terreno, tra cui spiccano i 200 mila metri quadrati di terreni agricoli posseduti dalla città a Bra. Sono solo alcuni degli immobili che il Comune di Torino si appresta a vendere nel 2012 per racimolare, come si è cercato di fare negli ultimi anni, il denaro necessario per dare respiro alle affannate casse di Palazzo Civico. L'elenco, su cui saranno preparate da settembre le prossime aste immobiliari della Città, è allegato al bilancio 2012, la cui approvazione impegnerà la Sala Rossa per tutta la prossima settimana. Quest'anno l'amministrazione comunale conta di incassare dalla vendita degli immobili di sua proprietà circa 50 milioni di euro. Compreso tutto il patrimonio immobiliare che sinora non è riuscita a piazzare nelle precedenti aste immobiliari, che da solo vale circa 29 milioni di euro. Tra i nuovi arrivi inseriti nel piano di dismissioni figurano anche le aree industriali ex Isim di corso Francia, ex Nebiolo di via Padova ed ex Paracchi di via Pessinetto. E poi qualche diritto di superficie, una ex scuola materna in via Pinelli 9 e un'altra struttura comunale in via Baltimora 91; entrambi edifici di cui la città avrebbe voluto disfarsi già negli anni scorsi, ma su cui dovette scontrarsi con l'opposizione dei residenti di San Donato e Santa Rita. L'anno scorso le dismissioni immobiliari hanno fruttato 36 milioni di euro. Nel 2012 si vorrebbe superare quella cifra, ma Palazzo Civico deve fare i conti, come tutti, con una congiuntura economica e un mercato immobiliare che non è tra i più favorevoli. L'ultima asta immobiliare, che si è conclusa martedì scorso, è andata quasi deserta: l'unico immobile che il Comune è riuscito a vendere è l'alloggio di piazza della Repubblica 1, battuto all'asta per 70 mila euro in più rispetto ai 100 mila euro del prezzo di partenza. Tutti gli altri lotti sono rimasti invenduti. E tra tutti stentano di più a trovare un compratore i pezzi più grossi del portafoglio: l'ex sede dei Vigili del Fuoco di corso Regina Margherita, che nelle ultime quattro aste andate a vuoto è già stata ribassata di prezzo per quasi 2 milioni di euro, la palazzina liberty di via Principi d'Acaja 12, una parte del fabbricato ex Incet di via Cigna, gli 82 box auto costruiti abusivamente e poi confiscati dal Comune in via Savigliano. (g.g.)
TORINO - Palazzo Civico cerca cinquanta milioni e cede un altro pezzo del suo patrimonio
Il Comune di Torino si appresta a vendere diversi immobili, tra cui fabbriche, palazzi, appartamenti e terreni, per incassare denaro per il bilancio 2012. L'elenco degli immobili da vendere è allegato al bilancio e include aree industriali, scuole e diritti di superficie. L'ultima asta immobiliare è andata quasi deserta, con solo un alloggio che è stato venduto per 70 mila euro in più rispetto al prezzo di partenza. I pezzi più grossi del portafoglio, come la sede dei Vigili del Fuoco e la palazzina liberty, stentano di più a trovare un compratore. Il Comune conta di incassare circa 50 milioni di euro dalla vendita degli immobili.
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