Documenti preziosissimi, testimonianze di arte, teatro e musica del XIX e XVIII Secolo, venduti a un pavese su e-bay per la sostanziosa cifra di 150mila euro. Peccato che i manoscritti, i contratti di artisti, le vecchie partiture teatrali fossero spariti dalla casa di riposo che porta il nome di Giuseppe Verdi. Lo scorso anno, alcuni ospiti avevano sollevato la polemica sullo smarrimento di importanti scritti, raccolta poi da alcuni esponenti politici locali. Nei giorni scorsi, le preziose carte sono riemerse. A cercarle, i carabinieri, che hanno rintracciato l'acquirente ma stanno ancora seguendo le tracce di chi ha incassato i soldi. La strada del denaro, infatti, potrebbe portare al chiarimento del giallo dei documenti scomparsi dalla pia istituzione fondata dal grande compositore. I carabinieri, intanto, hanno recuperato tutte le carte e hanno denunciato il compratore, residente nel quartiere Vallone di Pavia. L'uomo le aveva viste in offerta sul sito più famoso di aste on-line e si era accordato per acquistare in blocco i documenti a 150mila euro. Ma l'origine del mistero sta tutta all'interno dell'elegante edificio che ospita artisti in età e vecchie star della musica lirica. Quando i documenti sparirono, lo scorso anno, nessuno trovò segni di scasso. Ricevuta la denuncia, i militari hanno costantemente monitorato le offerte sui siti specializzati. Lento e paziente, il lavoro degli investigatori ha dato i suoi frutti. E sono spuntate le tracce che conducevano al compratore pavese, la cui buona fede è ancora tutta da chiarire. I carabinieri, scoperto dove l'uomo viveva, si sono presentati direttamente a casa sua con un mandato di perquisizione. Ma è stato lo stesso appassionato di documenti storici a consegnare nelle mani dei militari le carte trafugate a Milano. Le indagini, tuttavia, non sono ancora concluse. Il reato ipotizzato dalla Procura, quello di ricettazione, potrebbe anche essere derubricato a un semplice incauto acquisto. Da valutare anche l'ipotesi che il materiale recuperato dalle mani del compratore pavese non sia tutto quello che manca dagli archivi della casa di riposo. A settembre dello scorso anno, il capogruppo Udc a Palazzo Isimbardi, Enrico Marcora, aveva chiesto l'intervento del sindaco Giuliano Pisapia per rimuovere il presidente dell'istituzione assistenziale, in polemica con la sua gestione, proprio in seguito al furto.