Il ministro dei beni culturali Ornaghi, in merito al dibattito sulla ricerca della Battaglia di Anghiari, ha ribadito che la decisione (se, come e quando proseguire la ricerca) spetta esclusivamente alla soprintendenza. Il sindaco Renzi ripete però che questa vicenda «non deve diventare la novella degli stenti». E Cristina Acidini soprintendente al Polo museale (che pensa di affiancare all'Opificio anche gli specialisti del Comitato tecnico-scientifico per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del Mibac, ndr) ribatte a tono: «Evidentemente il sindaco pensava, scrivendo al ministro, di poter stabilire un rapporto diretto con il ministero. Mi pare però che Ornaghi abbia indicato, quale via seguire, la ripresa della procedura prevista dalle norme». Soprintendente Acidini, oltretutto poi lei ha precisato di non aver ricevuto alcuna richiesta formale da parte di Renzi. Come stanno davvero le cose? «Sono vere entrambe. Il ministro ha confermato la validità delle procedure autorizzative, che prevedono l'invio delle richieste di approvazione (di progetti, interventi, altro) al soprintendente competente, che cura l'istruttoria e risponde direttamente, oppure approfondisce consultazioni e verifiche in sede locale eo centrale». Ieri il sindaco Renzi ha assicurato che, entro una settimana, la soprintendenza riceverà una richiesta dettagliata, con tutte le procedure e le tecniche che l'equipe finanziata dal National Geographic intende utilizzare per scoprire se dietro l'affresco del Vasari c'è davvero il tesoro perduto di Leonardo. Su che parametri si baseranno le sue valutazioni? «La condizione prioritaria per l'approvazione di un progetto è che sia rispettata la tutela dei beni culturali interessati, a partire da quelli presenti e visibili: in questo caso, l'affresco del Vasari. Come del resto è accaduto nella prima fase delle indagini, dicembre 2011». Il sindaco, tra le righe, ripete che questa non può essere una disputa ideologica. Dice: vogliamo semplicemente un sì o un no. «Sono d'accordo col sindaco, non c'è spazio per atteggiamenti ideologici. Si tratterà di approfondire i requisiti di questa ulteriore fase del progetto, le condizioni per il suo svolgimento, le conseguenze: per poi esprimersi con motivazioni prevalentemente tecniche». Quale sarà il ruolo dell'Opificio durante queste valutazioni? E perché l'Opificio non ha ancora effettuato le controanalisi sui reperti recuperati grazie alla sonda utilizzata dall'ingegner Seracini? «L'Opificio sarà certamente interpellato e il direttore Ciatti potrà segnalare le sue intenzioni. Finora comunque non ha potuto svolgere analisi perché non ha ricevuto i campioni: immagino a causa dell'esiguità dei materiali raccolti, che erano di dimensioni men che microscopiche». Cosa ha cambiato, e cosa eventualmente cambierà, la visita del ministro Ornaghi a Firenze? «Il ministro ha dedicato attenzioni approfondite alle questioni fiorentine ancora aperte e ha assicurato il suo sostegno, purché tutto avvenga, come lui stesso ha detto pubblicamente, entro il solco della correttezza procedurale. Sono dichiarazioni concrete e positive». Con Stefano Ricci è stata la prima volta degli Uffizi come palcoscenico dell'alta moda. Pensate di ripetere questa esperienza o lo considera un evento che non avrà seguito? «Si è trattato di un evento eccezionale, che si è verificato in presenza di un raro incrocio di condizioni favorevoli: i 40 di attività dell'impresa fiorentina, il premio di Pitti Immagine, la donazione dell'illuminazione nella Loggia dell'Orcagna». L'antropologo Marino Niola, ieri su Repubblica, ha definito «uno zoo umano» l'evento. A suo avviso è «andata in scena una perversa associazione di simboli, che ha alterato il significato delle presenza dei Masai, l'esibizione di persone non come tali ma come merce al servizio di un business che è la negazione stessa dell'Umanesimo». Come risponde a questa analisi? «Ho parlato a lungo con i Ricci di questo argomento, che poteva essere una criticità. Ho percepito la loro ammirazione per la civiltà africana che conoscono a fondo e che li ispira, la loro integrazione (Stefano è una sorta di capo Masai onorario). Il loro rispetto per i valori arcaici e profondi presenti in questi guerrieri. Se poi vien definito uno «zoo»... beh, si può sempre dir male di qualcosa». Il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, non era presente alla sfilata. Che significato dà alla sua assenza? «Il direttore Natali ha scelto di restare a concludere l'inaugurazione davvero trionfale della mostra "Bagliori dorati", che coincideva con la serata dedicata alla moda in altra parte degli Uffizi. Una mostra così non si vede altrove nel mondo». Quanto è stato pagato l'utilizzo degli spazi per l'evento di Ricci nella Galleria? Questa cifra include anche la nuova illuminazione della Loggia dei Lanzi offerta dallo stilista alla città o no? La ritiene una cifra congrua? «Chiuderemo la convenzione appena conosceremo le cifre finali delle utenze (luce, acqua, pulizie). Per l'uso degli spazi e il dono finalizzato alla nuova illuminazione 120 mila euro. Poi ci sono le spese per gli straordinari del personale, circa 8.700. Cifra congrua? Significa poco: non c'è un "prezzario" per una combinazione di eventi così eccezionale. Ma certo, in tempi di crisi delle imprese, è importante». A distanza di pochi mesi sono state inaugurate altre sale dei Nuovi Uffizi: quelle rosse e quelle blu, che ieri il ministro ha visitato. Come mai sono state utilizzate due tonalità così forti? «Ambienti "non vasariani" (Stranieri, scultura, monocromi) permettevano di adeguarci a quella nobile tradizione espositiva internazionale, che usa il colore parietale imitante i damaschi e i broccati delle antiche dimore, per far risaltare quadri e statue. Nelle sale "vasariane" solo la "quinta tecnologica", nuova e staccata, è rosso cremisi: il resto, bianco e pietra serena». La prossima settimana presenterete la fine del restauro e la riapertura della Tribuna degli Uffizi.... «Ancora una grande impresa, ancora un generoso sostegno privato, qui dei Friends of Florence. Ancora una volta, lavori fatti a museo sempre aperto. Venite a vedere. Vi aspettiamo».
FIRENZE - Acidini e le regole di Anghiari: Valuteremo, con gli specialisti La soprintendente: tutelare Vasari. E sulla sfilata agli Uffizi: evento eccezionale
Il ministro dei beni culturali Ornaghi ha confermato che la decisione sulla ricerca della Battaglia di Anghiari spetta esclusivamente alla soprintendenza. Il sindaco di Firenze Renzi ha ripetuto che la vicenda non deve diventare una disputa ideologica. La soprintendente Cristina Acidini ha ribattuto che il sindaco non ha ricevuto alcuna richiesta formale da parte di Ornaghi. Il ministro Ornaghi ha confermato che le procedure autorizzative prevedono l'invio delle richieste di approvazione al soprintendente competente. Il sindaco Renzi ha assicurato che la soprintendenza riceverà una richiesta dettagliata entro una settimana per la ricerca della Battaglia di Anghiari.
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