Asterix dice addio a Pompei. Tante riunioni e tanto interesse a salvare il sito, nato proprio mentre i crolli imperversavano preoccupando l'umanità, e ora gli industriali della Défense si tirano indietro: difficoltà burocratiche e tempo di crisi li hanno spinti a desistere dal finanziare il recupero del sito. Joelle Ceccaldi Rynaud, presidente degli industriali, ha scritto una lettera di rinuncia al ministro Ornaghi. Il «no», si apprende ora, è arrivato il 12 marzo, dieci giorni dopo l'ultima visita in Italia, quando Ceccaldi Rynaud si era incontrata con il segretario generale del ministero per i Beni culturali Antonia Pasqua Recchia e con il presidente della Regione Caldoro. Tutto sembrava concluso. Nel frattempo è uscito su Le Monde un impietoso reportage: cominciava con un adagio che Pompei ha digerito da un pezzo, quello sui randagi di ritorno a casa all'orario di chiusura in una città senza altre aree verdi. L'Epadesa, che amministra il distretto finanziario della Défense, ha scritto al ministro che era impossibile per loro, come consorzio pubblico, sponsorizzare Pompei. E questo dopo tante riunioni, anche a Parigi, alle quali aveva partecipato il dirigente del ministero Manuel Guido, responsabile per le aree Unesco in Italia, una delle quali è proprio Pompei. L'idea della sponsorizzazione era venuta alla direttrice del Museo Maillot, Patrizia Nitti. Gli industriali francesi si erano detti disponibili a impegnarsi in un progetto a lungo termine - almeno sette anni - con circa 20 milioni annui. Al tavolo sedevano anche gli industriali napoletani che volevano realizzare strutture alberghiere o di entertainment. I francesi invece non hanno mai dichiarato il loro campo d'intervento. «Lavoriamo sui 105 mila euro europei - dice la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro - e tutto procede bene». Antonia Pasqua Recchia non si perde d'animo: «Esprimiamo grande apprezzamento, ma abbiamo avuto l'impressione che ci fosse molto volontarismo che non si è concretizzato. Chiedevano un contesto solido per le sponsorizzazioni. Ma il nostro progetto sta andando avanti con tutti i crismi della legalità, a luglio ci saranno le altre gare previste, c'è un grandissimo sforzo del ministero. Non si tratta di uno stadio o un'autostrada: Pompei è cosa delicata, dobbiamo fare consolidamenti ma con interventi di ricamo».
NAPOLI - Pompei, addio ai milioni dello sponsor dopo le promesse i francesi si defilano
Il sito archeologico di Pompei è stato abbandonato a causa della mancanza di finanziamenti da parte degli industriali della Défense. La presidente degli industriali, Joelle Ceccaldi Rynaud, ha scritto una lettera di rinuncia al ministro Ornaghi il 12 marzo, dieci giorni dopo l'ultima visita in Italia. I finanziamenti erano stati richiesti per un progetto a lungo termine di circa 20 milioni annui. La soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro ha affermato che il progetto sta andando avanti con tutti i crismi della legalità e che ci saranno altre gare previste a luglio.
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